Consoliamoci con Chris e Leo. Al secolo Smalling e Spinazzola. Due dei quattro infortunati che sabato erano tornati nella lista dei convocati, gli altri due, El Shaarawy e Kumbulla, se ne sono stati in panchina per novanta minuti. Del resto a Cagliari, in una partita che sì doveva rappresentare una specie di tappa di passaggio in vista di Manchester ma che comunque sarebbe stato meglio non perdere (decimo ko stagionale comprendendo anche quello a tavolino a Verona, in ogni caso ci sembrano troppi), era necessario provare ad avere una risposta sulle reali condizioni dell'inglese e dell'esterno sinistro, soprattutto pensando a Manchester. Dove saranno titolari sicuri giovedì prossimo a Old Trafford per il semplice fatto che sono giocatori imprescindibili se si vuole sognare di fare il check in per Danzica.

La risposta tutto sommato è stato confortante, cioè l'esatto opposto del risultato maturato in campo. In particolare per Smalling che Fonseca ha lasciato in campo per un'oretta con l'obiettivo di fargli riprendere confidenza con la partita vera. L'inglese aveva alzato bandiera bianca dopo la vittoria contro il Genoa (sette marzo), accusando prima un problema al ginocchio poi pure un guaio muscolare che non aveva fatto altro che prolungare i tempi di un recupero che a un certo punto ha assunto i contorni del mistero. Al punto che, durante la sosta, l'inglese è andato per qualche giorno a Barcellona per sottoporsi alla terapia dei fattori di crescita. Fonseca nel mercato estivo scorso lo aveva voluto a tutti i costi, consapevole di come soltanto Smalling potesse vestire gli abiti del leader difensivo, del giocatore in grado di comandare una linea difensiva per il resto composta da giovani e giovanissimi. In pratica, però, in questa stagione, il tecnico portoghese non lo ha quasi mai avuto a disposizione. Anche per questo la nostra difesa è una delle peggiori del campionato, realtà purtroppo confermata anche in Sardegna con tanto di altre tre pappine sul groppone. L'inglese, comunque, al di là dei gol subiti, ha dato risposte rassicuranti. Dimostrando di non aver nessun tipo di timore nell'affrontare i contrasti. Ribadendo che nel gioco aereo rappresenta una garanzia. Facendo vedere una condizione fisica che non è al top ma è già sufficientemente buona, soprattutto se la si gestisce con intelligenza nel corso della gara. C'è sembrato pronto per il ritorno a Manchester, contro quell'United che è stato casa sua per molti anni. E l'oretta giocata ieri contro il Cagliari può avergli fatto soltanto bene in chiave Europa League.

Più o meno la stessa risposta confortante l'ha data anche Leonardo Spinazzola, mandato in campo nella ripresa proprio per verificarne il recupero dopo il guaio muscolare che lo aveva bloccato nella partita d'andata dei quarti di finale di Europa League ad Amsterdam contro l'Ajax. Dire che Spinazzola è un giocatore imprescindibile nelle fortune della nostra Roma, ci sembra un po' scoprire l'acqua calda. La sua capacità di coprire la fascia mancina è decisiva, ma soprattutto sono fondamentali i suoi strappi offensivi quando, palla al piede, riesce quasi sempre a saltare l'uomo garantendo quella superiorità numerica che è fondamentale nelle fortune offensive di una squadra. E Leo il suo gioco fatto di corsa, strappi, accelerazioni, lo ha garantito anche a Cagliari, dimostrando di aver recuperato una buona condizione fisica in vista di Manchester. Dove, peraltro, sulla sua fascia si troverà di fronte Wan Bissaka, il nome forse meno altisonante dell'United (ma attenzione non è male), in quello che potrebbe rivelarsi come uno scontro che potrebbe rivelarsi favorevole alla Roma. Aver recuperato Spinazzola, insomma, è una notizia importante in vista dei primi novanta minuti contro gli inglesi. Basta ricordare lo spezzone di partita giocato contro l'Ajax a casa loro, per poterlo capire senza dover fare uno sforzo di intelligenza.

Sempre in ottica Europa League ieri, a Cagliari, nel secondo tempo, abbiamo rivisto in campo altri due titolari fondamentali, ovvero Veretout e Mkhitaryan. Entrambi erano già rientrati da qualche partita, ma avevano fatto vedere una condizione non proprio ottimale. Il francese nello spezzone di partita che ha giocato, ha fatto intravvedere segnali di miglioramento, soprattutto fisici, dando una risposta che può far stare un po' più tranquilli. Non altrettanto si può dire di Mkhitaryan che continua a essere un parente lontano di quello che abbiamo apprezzato e applaudito fino a quel maledetto infortunio al polpaccio. L'armeno può rappresentare un problema. Perché per far paura al suo vecchio Manchester United, la Roma avrà bisogno del qu, quello capace di essere decisivo sia in fase di ultimo passaggio, sia in fase realizzativa. Speriamo che si sia tenuto i suoi effetti speciali per la sfida dell'Old Trafford.