Ha giocato 20' in questo campionato Riccardo Calafiori, il finale di Bologna-Roma 1-5 del 13 dicembre e 19' pochi giorni dopo con il Torino: esattamente un girone dopo il 18enne terzino sinistro si è confermato uomo di coppa, mettendo la firma sulla qualificazione della Roma alla semifinale di Europa League. L'assist con l'Ajax a fini statistici non verrà conteggiato, vista la deviazione di Gravenberch, ma il dribbling con cui ha messo a sedere Timber prima di alzare la testa e mettere in mezzo per Dzeko resta la giocata più bella e importante della partita. Che la Roma, dopo il 2-1 ottenuto ad Amsterdam, poteva anche permettersi di perdere, ma nessuno, all'Olimpico, aveva voglia di rimanere in ansia fino al 95', sapendo che il secondo gol avrebbe portato all'eliminazione. Merito del primo, segnato, 4' dopo il suo ingresso in campo, da Brian Brobbey, classe 2002 come il numero 61 della Roma, e come il numero 8 degli olandesi Ryan Gravenberch, titolare sia all'andata che al ritorno. Ha 25 presenze quest'anno in campionato il mediano olandese, 9 (con 3 gol) il centravanti, con tutto che l'Ajax non ha più interesse a valorizzarlo perché sa già che l'anno prossimo giocherà nel Lipsia. Vero che l'Eredivisie è decisamente meno competitiva della Serie A, ma le 2 presenze in campionato (3 complessive, conteggiando anche l'esordio con la Juventus, da titolare, all'ultima del 2019-20) fanno impressione rispetto alle 11 del numero 15 dell'Ajax Rensch, che è un classe 2003. Ma la sua rivincita Calafiori se la sta prendendo in Europa: già 5 presenze e un gol, il gran sinistro di controbalzo, finito all'incrocio dei pali, il 3 dicembre con lo Young Boys, con tanto di bacio alla maglia (neppure due settimane dopo è arrivato il rinnovo, fino al 2025). Cinque presenze su 6, perché le altre volte non era a disposizione: in autunno il Covid gli ha fatto saltare 7 convocazioni, tra cui le prime 3 di Coppa, a Sofia non ha giocato per problemi intestinali, il flessore lo ha tenuto fermo tra gennaio e marzo, facendogli mancare il doppio confronto col Braga. Solo all'andata con lo Shakhtar è rimasto in panchina, subentrando al ritorno, come ad Amsterdam, quando è stato chiamato in causa dopo 29' per l'infortunio di Spinazzola. Al termine della gara (l'ufficio stampa lo porta volentieri a parlare: ha già la testa da calciatore, sa quello che deve dire e non ha paura della telecamera) ricordò, con un sorriso, che all'estero i ragazzi trovano più spazio che in Italia: proprio le gare internazionali potrebbero aumentare il minutaggio in campionato. Forse non da domani a Torino, visto che l'altro giorno è uscito a 9' dalla fine per un fastidio (che non preoccupa) alla vecchia cicatrice sul flessore, ma Spinazzola ne avrà ancora per un po'. E con l'Atalanta potrebbe toccare di nuovo a Calafiori: si gioca di giovedì, giorno che gli porta decisamente bene.