Un'altra grande prestazione, complimenti.
"Alla fine ce l'abbiamo fatta che è la cosa più importante, anche se abbiamo sofferto tanto anche oggi. La squadra ha fatto vedere carattere, soprattutto dopo l'1-0. In passato avremmo mollato, oggi abbiamo corso fino alla fine e abbiamo meritato la semifinale".

Cristante non si libera del pallone e fa ripartire l'azione dal basso, poi corsa incredibile di Calafiori e la tua esperienza.
"Bisogna stare lì dove arriva la palla. A 35 anni magari corro di meno, ma la palla è arrivata lì. Sono stato fortunato, ma contento. Quello che abbiamo fatto col gol dovevamo farlo anche in altre situazioni. Sono contento anche per l'assist di Calafiori, che non ha giocato tanto quest'anno e oggi è stato decisivo".

Questa Roma può giocarsela alla pari con lo United?
"Siamo arrivati qui, vuol dire che sì. Non abbiamo avuto un cammino facile, sicuramente. Braga e Shakhtar sono forti, Ajax ancora di più. Siamo arrivati in semifinale battendo squadre forti. Ci aspetta una squadra con un grande nome, ma noi siamo la Roma. Dobbiamo dare tutto per andare in finale".

Contro il Liverpool e oggi c'è solo una cosa in comune: tu. Tutti gli altri sono cambiati. Ti senti la Roma?
"Meno male che sono stato in campo allora (ride, ndr). Questo è il mio sesto anno qui. Ci sono stati tanti alti e bassi in questa stagione. Al livello personale non ero al meglio per tante cose, ma non mi piace guardare indietro. Quello che è successo è successo. Dobbiamo guardare avanti. Siamo in semifinale e tanti non se lo aspettavano. Ci sono tanti ragazzi che giocano una semifinale per la prima volta. Dobbiamo divertici perché non si gioca ogni settimana all'Old Trafford".

Ti piacerebbe indossare di nuovo la fascia?
"La fascia della Roma per me è un onore, ma io gioco per la Roma, non per la fascia. Se scendo in campo do tutto per la Roma: oggi, domani e in futuro, come ho sempre fatto".

Quanto è importante per te restare alla Roma il prossimo anno?
"Difficile pensarci adesso. Abbiamo una semifinale da giocare e altre 8 partite in campionato. Bisogna giocare fino alla fine e poi vediamo".

Quanto è stato complicato dover fermare il motore e farlo ripartire?
"Certe cose sono difficili da accettare, ma sono sempre stato forte mentalmente, se non lo fossi stato non sarei qui. Questo mi ha portato avanti, non guardo mai dietro. La cosa importante è la Roma. Né la fascia né Dzeko".