Quell'esultanza tanto rabbiosa quanto bella ha riaperto tutto. La partita con l'Atalanta, che nel primo tempo sembrava irrimediabilmente persa; la fiducia della gente romanista; e il suo percorso, che nella scorsa stagione ha risentito dei postumi dell'infortunio.

Adesso Florenzi è un giocatore rinnovato. Non solo nel senso del tanto sospirato contratto firmato in estate. Nelle prime due giornate è apparso uno dei più vivaci in una squadra che ha stentato e non poco. Poi una noia muscolare lo ha costretto a uscire dal campo e a disertare la trasferta di San Siro, oltre che la possibile convocazione in Nazionale. Sulle prime la paura, comprensibile per chi ha attraversato il calvario di due interventi pochi mesi prima.

Subito dopo il sospiro di sollievo: trauma distrattivo, recuperabile in tempi relativamente brevi. Quindici giorni a Trigoria per rimettersi in sesto, la maggior parte dei quali ha lavorato individualmente.

Negli ultimi è tornato nuovamente in gruppo, avanzando la propria candidatura per un posto fra i titolari già contro il Chievo. Il ballottaggio fra lui e Karsdorp è aperto e probabilmente Di Francesco scioglierà le riserve soltanto a poche ore dalla gara in programma nella tarda mattinata di domani. L'olandese a Milano ha disputato quasi tutto il match, sostituito nel finale perché ancora lontano da uno stato di forma che gli permettesse novanta minuti giocati con la stessa continuità.

L'ultima partita ufficiale l'aveva giocata un anno fa circa, in casa con il Crotone, prima della rottura del crociato. Con queste premesse, è possibile che chi dei due sarà in campo domani, ceda il posto all'altro a Madrid.