Fa un certo effetto a rivedere le immagini dei cinque gol della Roma a Bologna nella gara d'andata e probabilmente sarebbe sbagliato tenerne conto. L'assetto tattico di Mihajlovic quel giorno fu decisamente presuntuoso e nel tempo sono stati apportati quei correttivi che fanno oggi del Bologna un'avversaria niente affatto facile da battere: ha fatto penare Juventus, Milan, Napoli e Inter prima di arrendersi, ha battuto la Lazio, è reduce da sei punti nelle ultime tre partite (la Roma uno). Ma per i giallorossi l'insidia più grande, anche guardando a che cosa sono ispirati i pensieri dei tifosi in queste ore, riguarda la capacità di calarsi di nuovo nelle dinamiche del campionato, dopo la sbornia di Europa League. La vittoria di Amsterdam ha riacceso la luce della speranza ma sarà fondamentale per il suo buon esito che la gara di stasera sia vissuta con la testa e il cuore che l'impegno richiede. Il sospetto che a giocare qualche brutto scherzo in campionato nelle ultime settimane sia stata soprattutto la scarsa concentrazione è diventato quasi una certezza a vedere l'atteggiamento e i dialoghi in campo nella sfida di giovedì in Olanda. Come già detto la circostanza non attenua, semmai aggrava la posizione dei giocatori e del tecnico per il settimo posto in campionato ma quantomeno conferma che alzando la soglia dell'attenzione la Roma possa aspirare a qualcosa di importante. Vincere aiuta a vincere, e certo non si può pensare di staccare la spina in Serie A inseguendo un traguardo (quello di Danzica) che potrebbe anche restare una chimera.

Il calcio d'inizio è previsto alle 18: è la terza volta quest'anno, finora in questo orario sono arrivate una vittoria in casa con la Fiorentina e due sconfitte fuori con Atalanta e Juventus. L'arbitro invece sarà Guida, quello di Roma-Milan, con cui la Roma perde in casa da quattro partite consecutivamente. L'ultima vittoria risale addirittura al 2017, era febbraio, col Torino. A febbraio del 2019 arrivò invece l'ultima vittoria in casa col Bologna. L'anno scorso invece vinse la squadra di Mihajlovic, era una delle ultime partite giocate con pubblico prima dello stop per la pandemia, 3-2 con doppietta di Barrow. Per l'allenatore serbo è stata la quarta vittoria su 20 confronti contro la Roma: dodici volte è uscito sconfitto, quattro i pareggi. In assoluto c'è un curioso equilibrio nelle sfide tra Roma e Bologna, rotto dalla corposa vittoria dell'andata, vittoria numero 52 nella storia dei confronti diretti, con 44 pareggi e 51 vittorie rossoblù. A preoccupare di più semmai è la striscia negativa di partite della Roma, a secco nelle ultime tre: quest'anno non era mai successo. L'ultima volta il 7 marzo col Genoa, e alla fine di quel week-end di partite la Roma era quarta in campionato. Poi il crollo.

Fonseca è apparso deciso nella conferenza stampa di ieri sul tema: «I giocatori sanno benissimo che dobbiamo pensare solo al Bologna». Un pezzo per volta sta provando a recuperare tutti i suoi giocatori, ora è tornato in gruppo Mkhitaryan. Ma è inevitabile che ogni scelta anche di formazione per oggi sia in qualche modo condizionata dall'impegno europeo di giovedì, ghiotta occasione per andare addirittura in semifinale della competizione. Piuttosto, fa riflettere l'ostinazione del tecnico a non sfiorare mai neanche per sbaglio il tema del suo futuro. Ieri, ad esempio, la domanda che gli abbiamo rivolto non era per sapere ciò che farà, perché in mezzo a questo tourbillon di eventi non avrebbe senso, ma se è vero, come hanno scritto in tanti, che il suo futuro è già deciso, in un modo o nell'altro. E invece ancora una volta ha risposto che al momento l'unica preoccupazione è la partita: sostanzialmente non ha risposto, dando così conforto al partito di chi ritiene che anche lui sia rimasto deluso dal trattamento ricevuto e sia per questo quanto meno orientato a lasciare Trigoria in ogni caso. Si vedrà.