Quella porta deve in qualche modo portare bene ai romanisti: ventuno anni fa, Francesco Totti la infilava con un cucchiaio che scavalcava un incredulo Edwin van der Sar (che ora è tornato all'Ajax), avvicinando l'Italia di Zoff alla finale di Euro 2000; l'altra sera, invece, Pau Lopez ha respinto il tentativo dagli undici metri di Dusan Tadic, dando una svolta alla partita dei giallorossi in terra olandese. Stessa porta, anche se nel frattempo l'impianto ha cambiato nome: da Amsterdam Arena a Johan Cruijff ArenA, per omaggiare il più grande calciatore nella storia della terra dei tulipani.

All'inizio del secondo tempo, con la gara che sembrava farsi ancor più in salita per la Roma (già sotto di un gol) il ventiseienne di Girona si è trovato a tu per tu con il dieci serbo; doppia finta con il corpo per disorientare Tadic, quindi la respinta sul tiro centrale del fantasista degli olandesi. «Con Marco (Savorani, ndr) e gli altri portieri - ha detto Pau dopo la partita - studiamo sempre il modo di calciare dei rigoristi avversari, e abbiamo visto che Tadic tira spesso centrale». Così è stato, dal possibile 0-2, i giallorossi hanno invece trovato il pareggio poco dopo. E a quel punto Lopez, che già nel primo tempo aveva effettuato una bella parata su Antony, ha legittimato ulteriormente la bella prestazione. Prima con un'ottima parata in uscita sui piedi di Brobbey (69'), poi con una respinta di stinco e d'istinto sul colpo di tacco di Antony (73') e infine alzando sopra la traversa un tiro al volo ancora del ventunenne brasiliano (79'). E al triplice fischio, dopo la grande gioia regalata dalla sassata di Ibanez, i compagni sono andati ad abbracciarlo, consapevoli del fatto che una bella fetta della vittoria era anche merito suo.

Migliore in campo per tutti, Pau. Anche per la Uefa: sul sito ufficiale dell'organo calcistico continentale, il numero 13 romanista ha avuto la meglio su Bruno Fernandes del Manchester United e Gerard Moreno del Villarreal, entrambi a segno giovedì sera. Ovviamente è stato inserito anche nella Top 11 relativa alle gare d'andata dei quarti di finale (unico giallorosso presente). Una bella soddisfazione per lui, spesso criticato nell'arco dell'ultimo anno. A volte a ragione, altre aprioristicamente. Lui ribadisce spesso di voler rimanere alla Roma, ma la società farà le sue valutazioni al termine della stagione. Paulo Fonseca, dal canto suo, dopo avergli preferito Mirante nella prima parte della stagione, si è affidato a lui e proprio una settimana fa, alla vigilia della sfida con il Sassuolo, ha confermato la titolarità dell'ex Betis Siviglia. Che ha ancora molto su cui lavorare, ma allo stesso tempo non intende minimamente alzare bandiera bianca.

Feeling europeo

Se in campionato ha commesso diversi errori, in questa Europa League Pau Lopez si sta rivelando importante. Non solo la gara di giovedì: anche all'andata all'Olimpico contro lo Shakhtar Donetsk il portiere romanista aveva contribuito al successo, con due-tre interventi decisivi affinché Pellegrini e compagni portassero a casa il 3-0. I numeri confermano la diversità di rendimento dell'estremo difensore (e di tutta la squadra) tra campionato e coppa: dieci presenze per lui, che ha saltato soltanto la sfida in trasferta con il CSKA Sofia e soltanto cinque gol subiti, con altrettanti clean sheet. Mai più di una rete incassata a partita; un dato all'opposto rispetto alla Serie A, dove Pau ha subito venticinque gol in diciannove partite, mantenendo la porta inviolata soltanto quattro volte. Del resto, è la Roma in generale ad averci abituato all'andamento altalenante tra Italia ed Europa, non solo lui.

In cerca del riscatto

Il rigore neutralizzato a Tadic è stato l'episodio chiave della gara, e lo stesso Pau nel post-partita ha ammesso che lo scampato pericolo ha contribuito alla reazione: un autentico episodio da sliding doors all'interno della partita, che dimostra come gli episodi possano ribaltare le sorti di un incontro. La Roma, spesso fin troppo arrendevole nelle precedenti partite in cui era andata in svantaggio, ha saputo reagire, soffrire e - alla fine- vincere. Il discorso qualificazione è tutt'altro che chiuso e giovedì prossimo allo Stadio Olimpico ci vorrà lo stesso spirito di sacrificio mostrato ad Amsterdam. Con la speranza che questo doppio confronto possa essere una sliding door decisiva nella stagione dei giallorossi, e non un episodio isolato.

Ma bisogna ragionare di partita in partita: prima c'è il Bologna, domani, poi ci si concentrerà sul ritorno contro l'Ajax. Pau e compagni non devono lasciarsi prendere dall'entusiasmo per questa vittoria: la strada è ancora lunga e in salita. Ma, quando sei in grado di soffrire e di reagire alle avversità, niente è insormontabile. Questo ci hanno insegnato Lopez e la Roma l'altra sera.