È dal novembre 2019 che un arbitro non viene richiamato al Var e poi cambia la decisione a favore della Roma. Era Roma-Napoli, 11a giornata del girone d'andata del campionato 2019-2020, quasi un anno e mezzo fa. Gli stadi erano pieni, le regioni non avevano colori e la gente era ancora ignara di quello che sarebbe successo di lì a pochi mesi: insomma, è passata una vita. Poco prima della mezz'ora, sul punteggio di 1-0 per noi, un innocuo cross di Kluivert attraversa tutta l'area di rigore azzurra e finisce dalle parti di Callejon, che lo controlla (nelle intenzioni con il petto, nella pratica non proprio, ma ci arriviamo) e guadagna rimessa dal fondo. Rocchi sta per far ripartire l'azione ma Aureliano, il Var, lo richiama segnalandogli che il tocco di Callejon non è stato regolare. L'arbitro va al monitor e dopo qualche secondo modifica la propria decisione iniziale e assegna un calcio di rigore alla Roma. Dopo quella partita, solo contro Parma, Inter e Fiorentina nella stagione scorsa il Var è intervenuto nuovamente in "favore" della Roma, ma in quelle occasioni gli assistenti video si sono limitati a confermare le giuste decisioni prese dall'arbitro in campo. Precisiamo: tutto questo fatte salve le scelte relative al fuorigioco, perché lì nella segnalazione il Var deve adottare dei criteri oggettivi e non di discrezionalità.

Senza scomodare la scorsa stagione, quest'anno il Var non è mai intervenuto per correggere in favore della Roma una decisione o una svista arbitrale. A partire da Milan-Roma, 5a giornata, quando Giacomelli assegna un rigore ai rossoneri per un non-fallo di Mancini su Calhanoglu con la silenziosa complicità del Var Nasca. Un mese dopo all'Olimpico arriva il Sassuolo e Maresca si scatena: dopo aver espulso Pedro per somma di gialli (di cui il primo inventato), nega un clamoroso rigore alla Roma per mani di Ayhan (un identico intervento di un difensore del Benevento vale un rigore proprio al Sassuolo una settimana dopo), infine grazia con il giallo Obiang autore di un fallo killer su Pellegrini. Anche in questo caso il Var, Guida, è non pervenuto.

Veniamo al derby: in occasione del 2-0 prima Lazzari ferma il pallone col braccio, poi Caicedo in fuorigioco impalla Pau sul tiro di Alberto. In sala video Mazzoleni, manco a dirlo, tace. Di nuovo il Milan, stavolta al ritorno. Mkhitaryan firma di testa il vantaggio ma l'arbitro annulla perché Mancini avrebbe commesso fallo semplicemente saltando più in alto di tutti (lo stesso stacco di Ibra era stato giudicato regolare contro il Verona). Ultimo ma non ultimo, il Parma. Piccinini in campo e Di Bello al Var negano un rigore a Pellegrini e trasformano uno spalla a spalla tra Ibanez e Pellè in penalty. 500 giorni ormai: quanto ancora bisognerà aspettare perché il Var torni a fare il proprio dovere?