Raccontano di non aver mai visto così incazzati i Friedkin, e ci scusiamo per il francesismo. Ce li hanno descritti proprio così, incazzati neri, Dan e Ryan quando, venerdì scorso, hanno appreso del nuovo rinvio di Juve-Napoli, calendarizzata il 17 marzo, ma su richiesta di entrambe le società spostata al 7 aprile. Roba che ha mandato su tutte le furie l'intera tifoseria giallorossa che sui social ha fatto fuoco e fiamme sottolineando, con tutte le ragioni del mondo, che l'ulteriore rinvio voleva dire un danno per la Roma. Che, giovedì prossimo giocherà in Ucraina il ritorno contro lo Shakthar e poi domenica 21 dovrà andare in campo contro il Napoli.

La rabbia dei tifosi è stata anche quella del club. E prima ancora di inviare la lettera alla Lega (qui la troverete integrale) da viale Tolstoj e Trigoria sono partite una serie di telefonate in cui i destinatari hanno dovuto prendere atto di come la Roma fosse imbufalita. Dopo le parole, c'è stata la decisione di inviare la lettera per mettere nero su bianco la rabbia per una decisione che potrebbe essere stata fatta anche fuori dalle regole. Cioè non formalizzata prima dei quindici giorni richiesti (qui sono appena 6). A dar retta al comunicato del 3 marzo scorso (14 giorni prima), le ragioni della Roma ci sono perché in quel comunicato non si fa mai riferimento a un eventuale spostamento al 7 aprile. Anche se ieri sera alcune indiscrezioni hanno fatto sapere che la Lega ha già risposto alla Roma dicendo che tutto è stato fatto nelle regole e che per le questioni di calendario non sono previsti ricorsi.

L'ad Fienga e il dottor Scalera hanno inviato la lettera per chiedere spiegazioni e rispetto. In ogni caso, la Roma alla Lega ha chiesto il rinvio della partita con il Napoli non potendo neppure farla slittare al giorno dopo perché sarà quello di inizio dello spazio dedicato alle nazionali . E quindi da lunedì 22 i convocati delle due squadre dovranno essere a disposizione dei ct. Non è da escludere, però, che a fronte del consenso di tutte le nazionali coinvolte, non si trovi un compromesso, posticipando di 24 ore la sfida.