L'equivalente di una stagione. Dallo stop per lo scoppio della pandemia a oggi si sono giocate 38 giornate di campionato. E anche se suddivise in due stagioni (12 in quella scorsa, 26 nell'attuale), idealmente andrebbero accorpate. Perché da allora tutto è cambiato. Nelle nostre vite come nel calcio. C'è chi lo ha definito «un altro sport» rispetto all'era pre-Covid. Definizione che potrebbe non essere peregrina: l'assenza di pubblico vuol dire fattore campo annullato e per un po' ha significato anche più gol, minore pressione sui protagonisti del campo, perfino meno cartellini (forse per l'effetto acustico così simile a quello di un allenamento). E ancora stop forzati per i giocatori positivi, gare rinviate per focolai, mancanza di continuità di risultati più o meno per tutti, calendario intasatissimo. Tanto da far disputare appunto l'equivalente di una stagione dall'ultima estate fino a questo primo scorcio di marzo, proprio nei giorni in cui ricorre l'anniversario del lockdown e della sospensione dei tornei.

Nel periodo in esame la Roma avrebbe virtualmente raggiunto il proprio obiettivo, piazzandosi quarta alle spalle delle due milanesi e a un soffio dall'Atalanta, sopra tutte quelle altre contendenti pronosticate alla vigilia del campionato in posizioni di classifica nettamente superiori alla squadra di Fonseca. Perché è sempre bene ricordarlo, nelle griglie di partenza Pellegrini e compagni sono stati assegnati al settimo posto, nella migliore delle ipotesi. Allora pur senza aver assistito a un percorso da rullo compressore, è comunque corretto mettere in risalto i numeri di un gruppo capace di viaggiare con la cadenza necessaria per centrare il proprio obiettivo. Ricordando anche che attualmente manca dei suoi tre giocatori più difficilmente sostituibili (Zaniolo, Veretout, Dzeko) e che per gran parte delle giornate fin qui disputate ha dovuto fare fronte a continue assenze. Dato amplificato da un'emergenza difensiva che nel 2021 non si è praticamente mai interrotta. Venticinque punti conquistati nelle ultime dodici della scorsa stagione più cinquanta in quella attuale è il bottino cui fare riferimento. Quota 75 dunque, che diventa 76 sul campo col famigerato punto di Verona ancora in ballo (e sul quale dovrebbe arrivare il definitivo responso lunedì prossimo). Ovvero una media di 2 punti spaccati a partita, che nelle ultime dieci stagioni ha sempre abbondantemente assicurato la quarta posizione in classifica.

Cammino regolarissimo quello giallorosso, frutto di 23 vittorie, 6 pareggi (7 con quello del Bentegodi) e 9 sconfitte (8, sempre valutado il risultato del campo contro i gialloblù). Percorso senza squilli di tromba si potrebbe obiettare, ma ben indirizzato per riuscire a centrare l'ambita qualificazione in Champions. Tanto per fare qualche confronto con le antagoniste, la Juventus detentrice del titolo ha accumulato nelle stesse 38 giornate 72 punti. È vero che i bianconeri hanno una gara in meno, ma quella contro il Napoli non si presenta certo come una partita blindata verso un sicuro successo. La stessa squadra di Gattuso, presentata almeno fino a Natale come una delle più accreditate pretendenti al tricolore, ha collezionato 70 punti e anche in caso di vittoria allo Stadium, resterebbe dietro alla Roma in questa specifica graduatoria. Per non parlare di quella di Inzaghi, che con 59 punti figura staccatissima dal gruppone. Nettamente meglio hanno fatto solo le due milanesi, per le quali il finale del 2019-20 ha rappresentato una sorta di rincorsa verso le rispettive fughe nel torneo in corso: 86 punti per il Milan, vera e propria sorpresa stagionale nonostante la frenata dell'ultimo mese; uno in più per l'Inter capolista. Ai piedi del podio l'Atalanta, ormai stabilmente nelle zone nobili della classifica e mai nella sua storia con un punteggio come l'attuale dopo 26 giornate, ha accumulato 76 punti nelle ultime 38. Sul campo gli stessi della Roma. Eppure viene raccontata come una superpotenza della Serie A. Al pari delle altre. Tutte o quasi. C'è bisogno di specificare l'eccezione?