Si dice che chi ben comincia è a metà dell'opera. Il proverbio però non vale per una competizione come il campionato italiano, in cui dal 2004 le tappe sono 38. Certo è che partire con il piede giusto, conquistando i primi tre punti della stagione già all'esordio, può dare un'enorme iniezione di fiducia in vista di nove mesi densi di impegni. Anche a livello psicologico, fare centro fin da subito è una sorta di avvertimento alle rivali. Della serie: «Noi ci siamo, siamo pronti e vogliamo lottare fino alla fine». Non sempre le aspettative vengono rispettate, ma negli ultimi diciotto anni - salvo rare eccezioni - quando la Roma è partita con una vittoria è riuscita quasi sempre a mantenere un ottimo rendimento fino alla fine.

Roba da romani

Dall'inizio del ventunesimo secolo ad oggi, i giallorossi hanno vinto 10 volte su 18 la prima partita di campionato; 5 i pareggi, 3 le sconfitte. La casella dei gol fatti recita 30, quella delle reti subite 13. Una buona tradizione, dunque, che nel corso degli anni ha visto alternarsi in panchina i vari Capello, Völler (nella stagione dei quattro allenatori), Spalletti, Ranieri, Luis Enrique, Zeman, Rudi Garcia, di nuovo Spalletti e in fine Di Francesco. Con una tradizione ricorrente: quella dei romani a segno. Lo specialista è Daniele De Rossi, a rete in ben quattro occasioni all'esordio: la prima a Reggio Calabria nel 2005, il bis l'anno seguente all'Olimpico contro il Livorno. Toscani colpiti anche in trasferta all'esordio nel 2013, con Rudi Garcia in panchina; in quell'occasione va a segno anche Alessandro Florenzi per lo 0-2 definitivo. In mezzo anche una rete, purtroppo inutile, nella sconfitta casalinga contro il Cagliari l'11 settembre 2011.

Florenzi colpisce anche al "Bentegodi" contro l'Hellas Verona nel 2015, pareggiando il gol di Jankto e fissando il punteggio sull'1-1. Due reti anche per Alberto Aquilani, che il 26 agosto 2008 trafigge con un bolide dalla distanza il Palermo allo Stadio "Barbera". Il centrocampista si ripete alla prima della stagione successiva: la Roma di Spalletti non riesce ad andare oltre l'1-1 in casa contro il Napoli, Alberto sigla il primo gol giallorosso della stagione, ma nella ripresa Hamsik pareggia i conti.

Firma d'autore

La stagione del terzo Scudetto inizia con un mese circa di ritardo rispetto al solito a causa delle Olimpiadi in programma a Sydney dal 15 settembre al 1° ottobre. La stagione della Roma comincia proprio in concomitanza con la chiusura dei Giochi, allo Stadio Olimpico arriva il Bologna allenato da Francesco Guidolin. Gli uomini di Capello soffrono nel primo tempo e Antonioli è chiamato agli straordinari. A pochi secondi dall'intervallo, con il risultato ancora inchiodato sullo 0-0, è Francesco Totti a raccogliere la punizione dalla destra di Assunçao e a battere di testa Pagliuca. Nella ripresa Batistuta va a caccia del primo gol in campionato con la maglia della Roma, ma viene beffato dalla deviazione di Castellini che spedisce nella sua porta il cross dalla destra di Cafu. Poco male, in fondo: 2-0 e la cavalcata è ufficialmente iniziata. Il "Re Leone" avrà ampiamente modo di rifarsi, già a partire dalla settimana successiva a Lecce.

Partenze a stelle e strisce

L'era della Roma statunitense si apre con una sconfitta in campionato: la Roma ospita il Cagliari, in realtà si tratta della seconda giornata, la prima è saltata a causa dello sciopero proclamato dall'Assocalciatori. Ma l'esordio in A di Luis Enrique è amaro: i rossoblù vincono 2-1, inutile il gol di DDR in pieno recupero. L'anno seguente arriva Zeman e i giallorossi ripartono dall'Olimpico, avversario il Catania di Maran. I siciliani passano in vantaggio con Marchese, ma un gran gol in sforbiciata di Osvaldo pareggia i conti. Il "Papu" Gomez riporta in vantaggio gli ospiti, ma all'ultimo respiro è Nico Lopez a evitare la sconfitta.

Esattamente un anno più tardi Rudi Garcia inaugura la sua avventura all'ombra del Colosseo con una vittoria per 2-0 in casa del Livorno tutta a tinte romane. Vince 2-0 anche il 30 agosto 2014: allo Stadio Olimpico la Fiorentina cade sotto i colpi di Radja Nainggolan e Gervinho. Il tecnico francese manca l'appuntamento con la vittoria alla prima giornata soltanto in un'occasione: il 22 agosto 2015 Florenzi con un destro velenoso da fuori area risponde a Jankovic e contro il Verona finisce 1-1. Nel corso della stagione a sostituirlo arriva Luciano Spalletti, che nella sua precedente avventura in giallorosso ha perso soltanto una volta (3-2 a Marassi contro il Genoa il 23 agosto 2009, una settimana prima di rassegnare le dimissioni). Il toscano inaugura il 2016/17 con un bel poker casalingo ai danni dell'Udinese: decidono la doppietta dal dischetto di Perotti e i gol di Dzeko e Salah. Nel 2017 arriva Monchi, che in estate decide insieme a tutta la Società di puntare su Eusebio Di Francesco: accolto tra lo scetticismo generale, l'allenatore abruzzese inizia il 20 agosto a Bergamo. Dzeko e compagni soffrono, ma una punizione beffarda di Kolarov ci regala i tre punti.

Domenica si comincia con il Torino: la speranza è che si continui sulla falsariga delle ultime due stagioni. Del resto, come si dice, il mattino ha l'oro in bocca.