Va la Roma, vola agli ottavi di Europa League con una vittoria indiscutibile e oggi si gusterà il sorteggio a Nyon con tante squadre almeno sulla carta alla portata delle sue possibilità. L'unica nota stonata della serata è l'infortunio di Dzeko, pur se ridimensionato nel post partita dalle parole di Fonseca: ma il bosniaco s'è fermato toccandosi l'inguine con una smorfia di dolore al 20' del secondo tempo rincorrendo un pallone, forse l'ultimo della sua partita visto che Mayoral era già pronto a sostituirlo. Difficile pensare che sia disponibile per la grande sfida col Milan di domenica sera, anche se probabilmente l'allenatore portoghese, schierandolo col Braga dall'inizio la sua scelta (curiosa) l'aveva fatta: con i rossoneri avrebbe giocato titolare Mayoral. Ieri sera i due centravanti (alternativi) della Roma hanno fatto un gol per uno, aprendo e chiudendo la serata, contraddistinta anche dalla rete di Perez, da un autogol di Cristante (a rovinare la quarta partita consecutiva senza subire gol per Pau Lopez), dal palo di El Shaarawy al nuovo esordio dal primo minuto con la Roma, dalla traversa di Pedro e dal rigore sbagliato da Pellegrini. Insomma, ha fatto tutto la Roma, vincendo sia l'andata sia il ritorno contro i connazionali di Fonseca, e quindi realizzando per la terza volta nella sua storia l'impresa di passare i sedicesimi di Europa League/Coppa Uefa vincendo due volte (era già accaduto con l'Amburgo nel 2000/2001 e con il Bruges nel 2005/2006).
Cinica, geometrica, spietata è stata la Roma che ha chiuso in vantaggio il primo tempo, grazie al guizzo di Dzeko e all'iniziativa di El Shaarawy proprio a metà della frazione giocata con la stessa disinvoltura mostrata all'andata ma stavolta senza tutto lo spazio lasciato alle spalle della difesa da Carvalhal che, non a caso, ha operato una specie di rivoluzione tecnica, presentando sei giocatori diversi su undici rispetto alla gara d'andata, a cominciare dal portiere Tiago Sà, ben più statico del collega Matheus. Caute anche le posizioni degli attaccanti, non a tre, come all'andata, ma con Sporar riferimento centrale e poi Galeno che partiva come già all'andata da sinistra per affiancare il centravanti e a destra Piazòn, in non possesso assai più basso, quasi a formare una linea di quattro centrocampisti con Gaità, Novais e André Horta, fratello più giovane del più offensivo Riccardo, tenuto in panchina.

Sorpresa (relativa) c'era stata anche all'annuncio delle formazione della Roma, vista l'assenza di Spinazzola (poi entrato nel secondo tempo, a conferma che aveva un affaticamento e non un infortunio) e l'inedita difesa a tre composta da Karsdorp, Cristante e Mancini, con il tuttofare Veretout spostato a tutta fascia sulla destra, l'ispirato Peres a sinistra, e in mezzo il doppio geometrico regista, Villar e Diawara, con Pedro e El Shaarawy interni offensivi alle spalle di Edin Dzeko, preferito a Borja Mayoral in questa altalena di centravanti che avrebbe portato all'impiego dello spagnolo contro il Milan.

Nel primo tempo ha prevalso comunque l'equilibrio, che ha rischiato di essere rotto prima per un errore di Cristante in prima impostazione (bravo Pau Lopez a intervenire sui piedi di Sporar), poi con una punizione di Veretout che pareva indirizzata benissimo (ma una deviazione di testa dalla barriera l'ha allontanata dalla porta), infine su corner con palla che ha raggiunto Pedro autore di un sinistro respinto da Zé Carlos in area. Poi, improvviso, al 23' il gol, con un bel lancio di Cristante per Dzeko, tenuto in gioco da Rolando (ma c'è voluta la revisione del Var per togliere i dubbi), con il bosniaco bravo a stoppare di petto e a servire El Shaarawy che dopo un rapido controllo ha scaricato un destro a giro finito giusto sul palo, e sulla respinta si è avventato ancora Dzeko che ha colto stavolta il palo per fortuna interno, per il vantaggio che ha tolto subito quanto meno la possibilità dell'eventuale ricorso ai supplementari. Intorno alla mezz'ora il momento migliore del Braga, con un destro incrociato malamente da Piazòn proprio al 30', una ripartenza conclusa ancora da Piazòn con un destro oltre la traversa e con un'occasione di Sporar propiziata da un errato passaggio indietro di El Shaarawy: bravo nell'occasione Pau Lopez a volare per deviare in corner la traiettoria. Nel finale un'altra grande occasione per Pedro, ben servito da sinistra da El Shaarawy: ma la traversa ha respinto il sinistro dello spagnolo.
Ad inizio ripresa Pellegrini ha fatto rifiatare Villar, ma ha fatto spaventare tutti per un intervento in area a recuperare un pallone malamente perduto con Sporar, che poi al contatto con il romanista è crollato a terra: pareva rigore, ma l'arbitro svedese Ekberg ha fatto proseguire, poi confortato dalla revisione del Var. Nessun contatto, tutto il mondo è paese, lo sloveno Sporar ci ha provato. Il pericolo corso non ha spostato di molto l'inerzia della partita, con qualche palleggio romanista da brivido vicini alla propria area, poi sono arrivati i cambi a dare più gamba alle squadre: ottime scelte per Fonseca con Spinazzola e Perez per Veretout e El Shaarawy, Fransergio, Ricardo Horta e Abel Ruiz per Piazòn, Gaitàn e Sporar per Carvalhal. Poi è entrato anche Borja quando Edin si è fatto male e Perez ha rimediato subito un rigore dopo un rinvio sbagliato di Tiago Sà: ma Pellegrini, saltando prima della battuta, ha perso la misura del calcio e ha mandato fuori. Ma dopo due minuti, dopo un salvataggio di Mancini in area, proprio Pellegrini ha pescato Perez solo in area e l'ha servito con un assist perfetto, invitando lo spagnolo alla conclusione al volo addirittura di piatto. 2-0 e qualificazione in ghiaccio. Peccato per la ripartenza subita al 43', con autogol di Cristante sul cross basso di Ze Carlos destinato ad Abel Ruiz a interrompere l'imbattibilità di Pau Lopez. Poi Perez con un magico taglio ha nuovamente scoperto i difetti della difesa del Braga, invitando Spinazzola all'assist a porta vuota per Mayoral: 3-1 e avanti così.