Si è presentato. Ha spiegato il mercato di gennaio. Poi, silenzio. Tiago Pinto tutti i giorni, dalla mattina alla sera, sta a Trigoria e dintorni, ma per sapere quello che fa bisogna affidarsi a qualche voce amica, indiscrezioni da verificare, sussurri tutti da confermare. In perfetto stile famiglia Friedkin che, fin qui, ha preferito lavorare con un profilo che definirlo basso è un esercizio d'ottimismo.

Pinto deve essere piaciuto per questo, per un rigore nel lavoro che non prevede esternazioni pubbliche. Eppure il dirigente portoghese da qualche settimana sta provando a strutturare il futuro, dalla ricostituzione di un reparto scouting in cui crede molto agli incontri con i procuratori, dal mercato che verrà ai conti di un budget che è ancora tutto un quiz. Ce lo descrivono lavoratore instancabile, già calato al cento per cento nel mondo della Roma, quotidianamente a contatto con la proprietà che, del resto, è altrettanto presente. Andando nello specifico, c'è da dire che nelle ultime settimane Pinto ha fatto molti incontri con i tanti procuratori che gravitano intorno alla Roma (e non solo), compresi quelli che curano gli interessi dei ragazzi delle giovanili.

Incontri di conoscenza, ma in alcuni casi anche di approfondimento di contratti che devono essere allungati o adeguati. Come per esempio l'incontro con il socio italiano di Frederico Moraes, agente di Ibanez. Incontro che si è rivelato fruttuoso visto che le parti hanno raggiunto un accordo per un prolungamento (a partire dal prossimo primo luglio) fino a giugno 2025 con raddoppio dello stipendio del brasiliano che andrà a guadagnare un milione e mezzo netto a stagione.

Gli incontri non sono certo finiti. E tra quelli che devono ancora andare in scena c'è quello con il procuratore di Lorenzo Pellegrini il cui contratto andrà in scadenza il trenta giugno del prossimo anno. Magari si sono incontrati e noi non ne siamo venuti a conoscenza, ma se davvero, come ci risulta, Pinto non ha ancora chiamato Gianpiero Pocetta, la cosa non può suscitare una certa curiosità. Anzi, nel diretto interessato, la cosa sembra che abbia procurato una certa irritazione, per certi versi anche comprensibile. Problemi? Tendiamo a escluderli. La proprietà, attraverso la voce di Pinto, ha fatto sapere di considerare il Capitano giallorosso un punto fermo della Roma di oggi e del futuro e che, quindi, non ci saranno problemi per trovare un nuovo accordo. Non dubitiamo che succederà, ma prima si arriverà alla fumata bianca e meglio sarà per tutti. Se non altro per evitare che comincino a girare voci incontrollate di interessamenti per Pellegrini di Juventus, Real Madrid, Psg, Bayern e, magari, pure i campioni di Marte perché, si sa, sul mercato la fantasia degli operatori non ha davvero confini.

Se per Pellegrini si può stare relativamente tranquilli, non si può non registrare una crescente preoccupazione per quel che riguarda il futuro di Mkhitaryan. Di fatto l'armeno oggi come oggi è un giocatore che si prende a parametro zero. Il suo contratto scade il prossimo trenta giugno ma il giocatore, anzi il suo procuratore Mino Raiola, non ha ancora risposto positivamente al rinnovo automatico del suo vincolo contrattuale con il club giallorosso. A Trigoria comunque c'è ottimismo sulla felice conclusione della vicenda, ma finché Raiola non dirà sì sarà il caso di stare sul chi vive. Il giocatore ha già fatto sapere di essere pronto a continuare, così come la società gli ha fatto capire di essere pronta anche a garantire un biennale piuttosto che l'anno secco di contratto.

Se Pellegrini e Mkhitaryan sono i due contratti principali da affrontare, è anche vero che Pinto nelle prossime settimane dovrà affrontare anche la questione Villar (guadagna mezzo milione di euro), quella di Mirante (in scadenza e pare ch il portiere stia prendendo in considerazione l'idea di andare a lavorare nello staff di Daniele De Rossi come preparatore dei portieri) e rispondere all'interrogativo se prolungare o meno Karsdorp.

E poi c'è la questione del contratto di Paulo Fonseca. L'attuale vincolo, scadenza il prossimo trenta giugno, prevede il rinnovo automatico per un anno a qualificazione Champions League raggiunta. Cosa che probabilmente si potrà sapere non prima di fine aprile, inizio maggio. Nel frattempo che può succedere? Che, oltre alle voci di un nuovo allenatore per la Roma (Allegri?), si aggiungano notizie al contrario. Ossia di club che offrono a Fonseca la loro panchina. In Portogallo è già uscita la notizia del Benfica pronto ad accoglierlo, e a noi risulta anche un contatto voluto da De Laurentiis per il Napoli. C'è quindi il rischio che Fonseca anticipi e saluti tutti? Non ci sentiamo di escluderlo.