Non ha una tradizione favorevolissima la Roma con le partite all'ora di pranzo. In questa stagione le è capitato solo con l'Inter ed è finita 2-2. Torna oggi a giocarci contro l'Udinese in quello che più che "Lunch Match" può essere definito "Launch Match", auspicabilmente la gara del "lancio" o, meglio, del "rilancio" delle ambizioni della Roma, oscurate dopo la sconfitta di Torino e l'inevitabile peggioramento della classifica. L'anno scorso la Roma in quest'orario non giocò mai, ma pesa il fatto che la seconda parte della stagione fu disputata d'estate e di sera, in orari evidentemente più compatibili con il clima metereologico. L'anno precedente, stagione 2018-2019, alle 12.30 la Roma giocò una sola partita contro il Chievo in casa alla quarta giornata di campionato, e finì 2-2. Stesso avversario, ancora un pareggio, ma stavolta 0-0, e in trasferta, l'anno prima. Nel girone di ritorno, a marzo, ci fu un altro pari di pranzo, stavolta a Bologna. Tre le partite disputate alle 12.30 nel 2016-2017, con due brutte sconfitte 3-1 (a Torino con i granata e in casa con la Lazio) e finalmente una vittoria (a Crotone, 0-2).
Poi ci sono ovviamente le questioni tattiche. Nell'immaginario popolare, che peraltro nella discussione calcistica in Italia viene sempre prima dell'approfondimento assai più argomentato, c'è una credenza piuttosto diffusa secondo la quale contro le squadre che attaccano basta difendersi bene per poter vincere di rimessa. La cara, vecchia tentazione del calcio all'italiana. Non è certo un mistero che questo a volte sia accaduto, ma se davvero fosse così sarebbero risolti i problemi della maggior parte delle squadre di questo pianeta. La realtà è molto più complessa e solitamente chi fa la scelta conservativa di pensare prima a difendersi ormai in tutti i principali campionati europei è destinato a soccombere. E per fortuna l'Italia non fa più eccezione. Vediamo come si comporterà oggi Gotti, professore universitario e tattico di gran livello, gran consigliere per Donadoni, Sarri e Tudor, prima di mettersi in proprio e dimostrare che anche assumendosi tutte le responsabilità poteva portare l'Udinese su buoni livelli. I più recenti risultati dimostrano che è in netta crescita: dopo aver fermato l'Inter in casa, è andato a vincere a La Spezia e poi ha superato con disinvoltura anche il Verona. Ma prima l'Udinese aveva attraversato una striscia negativa di otto partite (quattro pareggi e quattro sconfitte). All'Olimpico quest'anno ha già affrontato e battuto la Lazio a novembre.

Più in generale, sarà la sfida numero 100 con la Roma in tutte le competizioni, con 51 successi giallorossi, più nella metà, 25 pareggi, 23 vittorie per l'Udinese. All'Olimpico sarà invece la partita numero 50, mentre 30 è il numero tondo che la Roma potrebbe raggiungere vincendo la partita. Solo sette, ad oggi, le vittorie dell'Udinese, compresa l'ultima, lo scorso 2 luglio, giocando proprio in quella maniera corta, con linee basse e veloci ripartenze. Ne fece una clamorosa Lasagna (ora al Verona), approfittando di una scopertura della difesa romanista che indusse Fonseca a ripensare tutta l'architettura della sua fase di non possesso. Dopo quella sconfitta nacque la Roma della difesa a tre. All'Olimpico ormai la Roma ha un ruolino di marcia considerevole: è imbattuta da 15 partite di fila, considerando solo l'attuale campionato è l'unica ancora imbattuta a domicilio, su 11 partite disputate. L'ultima sconfitta? Proprio lo 0-2 del 2 luglio 2020, da allora 11 vittorie e 4 pareggi. Può essere una curiosa coincidenza valutare come questa striscia sia arrivata proprio nel momento in cui all'Olimpico non ci sono più i tifosi. Qualcuno maliziosamente ci vedrà un effetto diretto (la solita teoria indimostrabile della pressione esasperata), noi restiamo convinti che con la Sud a spingere qualcuno di quei pareggi sarebbero stati trasformate in vittorie.