La Roma è a Boston e ci resterà fino al 7 agosto, quando si sposterà a New York (New Jersey, per la precisione) per giocare la terza e ultima partita di International Champions Cup contro il Real Madrid, in programma alle 2 di mattina italiane della notte tra 7 e 8 agosto. Dall'Hotel Charles, sede del ritiro giallorosso, parlano in conferenza stampa il direttore sportivo Monchi e il nuovo portiere romanista, Robin Alisson. Lo svedese ha già esordito nella partita contro il Barcellona vinta 4-2.

Per Monchi: Qual è stato il criterio di scelta per Olsen, da ex portiere quale è lei?
"Cercavo un portiere di esperienza e che desse garanzie. Un portiere con conoscenza delle competizioni importanti come la Champions, al contempo sobrio. A me piacciono i portieri sobri, poco spettacolari, con buona tecnica. Aveva voglia di arrivare a una squadra importante come la Roma dopo il suo percorso di crescita: questa fame di giocare con una grande squadra è una buona cosa".

Per Olsen: Cosa vuol dire per lei arrivare a Roma e come viene raccontata questa cosa in Svezia?
"E' un piacere per me essere qui. E' un grande passo nella mia carriera e non ho esitato, è stata una scelta facile. In Svezia sono tutti molto felici, sanno cos'è la Roma".

Per Monchi: Ci aveva detto che non ama comprare giocatori che giocano bene il Mondiale, Olsen è l'eccezione che conferma la regola?
"Non ho detto che non mi piace, altrimenti non prenderei mai Messi. Non mi piace comprare giocatori solo per il Mondiale, ma Olsen lo seguivo da prima. Non abbiamo aspettato il Mondiale per vedere se era da Roma, lo cercavamo da prima. Non cambia la mia forma di pensare. Non mi piace fare una scelta in funzione di ciò che fanno i giocatori ai Mondiali".

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Per Olsen: Quando hai eliminato l'Italia immaginavi che avresti giocato nella Roma? Quali sono le sensazioni dei tuoi primi giorni in giallorosso?
"Quella è stata una sfida speciale per noi, era difficile pensare che pochi mesi più tardi mi sarei ritrovato in Italia. Per noi è stata una partita speciale, abbiamo fatto il nostro lavoro e reso felici gli svedesi. Le mie prime impressioni sono fantastiche, abbiamo iniziato subito con allenamenti intensi. Per il momento tutto alla grande".

Per Olsen: Come si approccia all'eredità di Alisson?
"Alisson ha dimostrato a tutti il suo valore ma adesso ha lasciato questo club e il club ha deciso di prendere me. Si parla molto di lui, ho rispetto per Alisson ma ora devo concentrarmi sul mio lavoro".

Per Monchi: Dopo il caso Malcom è più riservato sul mercato. Ci fa un identikit del giocatore che cercate?
"Ha scritto un vostro collega, Alessandro Austini, che quanto meno si parla di nomi tanto meglio lavora un direttore sportivo. In Italia è difficile perché siete tutti bravi ed è difficile che non escano i nomi. Noi lavoriamo sul profilo e soprattutto sull'opportunità. Avere portato 10-11 giocatori prima di tutti non può essere un problema. Se oggi annunciavo qui Pastore e Kluivert tutti pensavano 'grande colpo', ma l'ho fatto un mese fa. A tutti piacciono i nomi del calciomercato, ma non dimentichiamo che dalla Roma sono andati via due giocatori importanti, Alisson e Radja, e ne sono arrivati tanti. Stiamo lavorando sul mercato per migliorare la rosa, lo faremo fino all'ultimo giorno. Malcom era un'opportunità, un giocatore forte e una situazione economica buona, ora cerchiamo qualcosa che migliori la squadra e che sia un'opportunità importante. Ma il lavoro più importante è stato fatto, adesso per la voglia di fare una Roma più forte continuiamo il lavoro".

Per Olsen: Ha giocato molte partite in Champions, ma in Italia non tutti la conoscono bene. Quali sono le caratteristiche migliori che la hanno portata alla Roma?
"Ho giocato Champions e Mondiali e ho una certa esperienza. Punti di forza? Do sempre tutto in partita e in allenamento, lotto per quello che voglio".

Per Monchi: La priorità è un centrocampista, mentre un attaccante arriverà solo in caso vada via qualcuno, ad esempio Perotti?
"Non esattamente così. Non abbiamo la priorità assoluta di prendere un centrocampista. Stiamo cercando di migliorare la squadra. Il lavoro di un direttore sportivo è capire ciò di cui ha bisogno la squadra per migliorare. Questo sto cercando di fare. Se troviamo un'opportunità di mercato al nostro livello che migliori la squadra, ci muoveremo. Questo vale sia per il centrocampista sia per l'esterno. Non sono arrivate offerte per Perotti".

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Per Olsen: A volte sentiamo le urla di Savorani. Questo "incubo" di Savorani che impatto ha per lei e cosa può darle?
"Sì, urla molto, ma è un bene per noi. E' molto severo, dice sempre quello che pensa, ha metodi molto diretti e non nasconde le proprie emozioni. Tutto questo ci offre l'occasione di crescere in uno stile che sicuramente mi piace".

Per Monchi: Tra le attitudini di un direttore sportivo c'è quella di tenere tranquilla la squadra. Non c'è il rischio che ora qualcuno di quelli che sta qui si senta sottovalutato o scontento?
"A fine stagione ho parlato con tutti i procuratori dei giocatori che hanno una situazione differente. Due mesi fa. Nessuno può dire che non conosceva la propria situazione. Ma non credo che questa situazione si stia verificando ora".

Per Olsen: Sei un portiere scandinavo e usi una tecnica e un approccio tipicamente scandinavo. Questi allenamenti con Savorani ti faranno migliorare questo tipo di tecnica?
"Voglio migliorare sotto ogni punto di vista grazie agli insegnamenti di Savorani. Ora per me è tutto diverso, mi confronto con stili diversi, ma quando si riesce a fare un mix tra la tecnica scandinava e italiana il risultato è positivo e permette al portiere di crescere. Mi piace Savorani con il suo stile e i suoi allenamenti severi e sono sicuro che ne beneficerò".

Per Monchi: Abbiamo visto anche Fuzato in allenamento, sembra a un buon punto. 
"Questa piccola o grande rivoluzione dei portieri ci deve rendere soddisfatti. Credo che abbiamo tre step: Mirante già con esperienza importante in Italia e conosce perfettamente il calcio italiano, Olsen che ha esperienza internazionale e Fuzato che è un giovane su cui dobbiamo lavorare tanto: ha un presente promettente e un futuro ancor più promettente. Quel che abbiamo visto finora ci rende molto felici".