La curiosità quotidiana di questo ritiro è capire se ci sarà il piacere di vedere in campo Rick Karsdorp, il 23enne terzino romanista biondo e tatuato che però i tifosi hanno visto ancora pochino e chi ha seguito il ritiro americano ancora meno. Da ieri pare che la curiosità possa dissolversi perché l'olandese è tornato nel gruppo e sembra pure che abbia intenzione di restarci. Tanto che ha concesso anche un'intervista esclusiva per il sito InsideRoma.it che uscirà stamattina nella sua versione definitiva e di cui sono stati però anticipati un paio di stralci ieri e che riportiamo testuali, partendo dalla domanda se si senta finalmente pronto per ricominciare a giocare sin dall'inizio del campionato con il Torino: «(ride) Certamente sì».

Nonostante la tua lunga assenza, sei riuscito a capire l'impostazione tattica del mister Di Francesco e nello specifico quello che vuole da te?
«Sì certo, perché lo scorso anno ho avuto modo di seguire molti allenamenti, di vedere tutte le partite che la squadra ha giocato, quindi so esattamente quello che chiede e che vuole il mister e come gli piace giocare. Quindi anche se tutti pensano che questa sia la mia prima stagione o che io sia un nuovo giocatore, non è così visto che lo scorso anno ho avuto modo di sperimentare tantissime cose, vivendo con la squadra».

Preferisci giocare terzino in una linea a 4 o laterale di centrocampo in un ipotetico 352? Quando avevi giocato con il Feyenoord contro la Roma, avevi giocato avanti nel 4231...
«Sì, quando giocammo all'Olimpico, subentrai nella posizione di terzino, mentre a Rotterdam giocai avanti, quindi alto sulla fascia destra. Solitamente però con il Feyenoord giocavo nella posizione di terzino. Con la mia vecchia squadra, si giocava con un 532 o con un 352 e spesso facevo il 5° di centrocampo. Ma in questo momento, al di là dei moduli tattici, l'importante per me è tornare a giocare, ti direi anche in porta (ride)».

Meno male che ha voglia di ridere e di giocare. Ciò che conta è che il ragazzo torni a disposizione di Di Francesco e possa tornare a rappresentare una valida alternativa per Florenzi nel ruolo di terzino destro. Tanto l'allenatore per il momento non deroga dal suo 433 e tutte le esercitazioni svolte sul campo (da San Diego a Boston passando per Dallas) sono state con lo stesso sistema di gioco. Karsdorp s'era fermato proprio a San Diego, il secondo giorno, in seguito ad una corsa un po' scomposta a fine giornata inseguendo a campo aperto Bianda. Ha provato a continuare a giocare, ma aveva sentito una distensione innaturale del quadricipite femorale e ha deciso di fermarsi, con il conforto dei medici. Scansato il pericolo della lesione, è stato deciso comunque di fermarlo per qualche giorno sottoponendolo a fasciatura e terapie conservative, facendogli piano piano riprendere confidenza con il campo, prima con lavori personalizzati e poi con il via libera dato proprio ieri.
E infatti anche lui in mattinata è stato sottoposto alla consueta razione di esercitazioni specifiche sullo scaglionamento difensivo e sull'allineamento dei quattro difensori, con l'uscita forte in marcatura sull'esterno avversario ma solo in caso di ricezione del pallone. Duro, ma meglio stare in campo a sudare al sole di Boston che in panchina a guardare. All'ombra.