Dobbiamo costruirci i portieri in casa», aveva dichiarato a Roma Tv il preparatore Marco Savorani, quando mancava qualche ora ancora alla cessione di Alisson al Liverpool, e gli ultimi romantici ancora speravano che saltasse tutto in extremis. Lo aveva detto proprio lodando la dedizione al lavoro di Greco e Cardinali, i due aggregati dalla Primavera per la preparazione estiva, ma due giorni fa la Roma ha preso una decisione non banale, convocando il secondo per la tournée negli Stati Uniti. E così ieri Stefano Greco, classe 1999, è partito per Borgo Valsugana, in Trentino, con Alberto De Rossi, mentre il collega nato nel 2001 è volato a San Diego con la prima squadra.

Un anno fa c'era Cardinali con la Primavera, ma già sapeva che a fine ritiro sarebbe sceso con l'Under 17, dove peraltro non era neppure certo di essere titolare: si è giocato il posto con gli altri due, le finali scudetto (vinte) le ha giocate lui, ma contando l'intera stagione Alessio Giuliani, svincolato la scorsa settimana, ha avuto un minutaggio leggermente superiore. Un anno fa, sfruttando il supplemento di ferie di Skorupski, dovuto agli impegni con la nazionale, Greco aveva fatto il ritiro di Pinzolo, con Alisson, Lobont e Alessio Romagnoli. E nel 2016 (il 12 dicembre, Roma-Milan 1-0) era andato anche in panchina in Serie A. Nato a Galatina, cresciuto nelle giovanili del Lecce e arrivato nel pensionato di Trigoria nel 2013, per fare i Giovanissimi (subito uno scudetto, da titolare, con Coppitelli in panchina), nella scorsa stagione era al limite d'età in Primavera.

Sembrava dovesse giocare tutte le gare, dopo una stagione da terzo alle spalle dei due colleghi classe 1998, ma Romagnoli, invece di andare in Lega Pro, è rimasto a fare il quarto in prima squadra. E per non perdere il ritmo, è sceso spesso in Primavera: ha giocato tutte e 6 le gare di Youth League, e 14 di campionato, contro le 18 di Greco. Che quest'anno sembrava destinato a fare lo stesso, visto che è il più esperto dei quattro portieri utilizzabili da De Rossi. Ma la scelta di portare negli States Cardinali – che venendo convocato per il ritiro a Trigoria aveva già scavalcato i due 2000 Zamarion e Pagliarini, lo scorso anno in rosa con la Primavera, ma con zero presenze – ha cambiato le carte in tavola.

La statura c'è

Sia Greco che Cardinali hanno raccolto qualche apparizione con le nazionali giovanili, entrambi hanno la statura richiesta in questi ultimi anni dal ruolo – quella che faceva difetto a Crisanto, che pure nelle giovanili è stato di gran lunga quello col rendimento più alto – ma due giorni fa la Roma ha fatto sapere di aver scelto Cardinali. Sarà lui, che pochi giorni fa ha firmato un contratto fino al 2021 ad avere, nelle prossime due settimane, la possibilità di lavorare con Savorani, il preparatore che ha trasformato Szczesny nell'erede di Buffon, e Alisson nel miglior portiere al mondo. Mentre Greco si allenerà con i compagni della Primavera, che – a parte Cargnelutti – sono tutti più giovani di lui. Durante l'anno – a meno che non decida di accettare qualche offerta dalla Lega Pro per andare a giocare, ipotesi che finora non era stata considerata – dovrà lasciare qualche gara al collega 17enne. Potrebbe fare il terzo in Champions, come lo scorso anno Romagnoli (ora in prestito al Renate), visto che Lobont era rimasto fuori dalla lista: se la Roma non riuscisse a sfoltire potrebbe fare la stessa fine anche Fuzato (che in quanto nuovo arrivo non può rientrare in lista B, pur avendo l'età).

Il sogno di diventare il nuovo portiere cresciuto in casa resta valido sia per Greco che per Cardinali. Ma le difficoltà ci sono per tutti, a prescindere dalla bravura del preparatore: negli ultimi vent'anni solo due portieri del vivaio hanno ottenuto l'esordio in A, Zotti e Curci, nel 2003 e nel 2004. Non c'è riuscito Amelia, che avrebbe pagato di tasca sua per giocare una gara ufficiale con la Roma, né portieri dal rendimento sempre alto come Pipolo, Frasca, Pigliacelli e Crisanto, tre dei quali campioni d'Italia. E non c'è riuscito neppure quello che – alternandosi con Attilio Gregori – vinse lo scudetto Primavera nel 1984, battendo il Milan di Capello. Marco Savorani, una vita fa.