E pensare che la gara di domenica Borja Mayoral non avrebbe nemmeno dovuto giocarla dal primo minuto. Ma l'esclusione di Dzeko dai convocati ha cambiato le carte in tavola, chiamando il ventitreenne spagnolo a riscattare (perlomeno in parte) gli errori sanguinosi commessi in Coppa Italia, sempre contro lo Spezia. Lui ha risposto «presente», prima insaccando con un tap-in il bell'assist di Lorenzo Pellegrini per l'1-0, poi inventandosi il 2-1 con una rasoiata di destro dal limite che ha concluso al meglio un'azione imbastita da lui stesso.

«Questa - ha detto dopo la vittoria all'ultimo respiro - è la vita dell'attaccante: martedì ho sbagliato tanto, oggi ho segnato una doppietta». Tanta la voglia di dimostrare il suo valore, a maggior ragione dopo la discreta prestazione in Coppa Italia, irrimediabilmente sporcata dagli errori sotto porta. Se non altro, Mayoral ha dimostrato di sapersi rialzare subito, senza crogiolarsi nel rammarico. E ora, con l'affaire Dzeko da sbrogliare in casa giallorossa, le quotazioni dell'ex Real Madrid salgono notevolmente.

Non sarà il bosniaco a livello di curriculum, palmarès e doti tecniche, ma sicuramente sta dimostrando di essere un ottimo attaccante. Giovane e, quindi, con ampi margini di miglioramento. Una buona notizia per Fonseca e per i tifosi giallorossi, che da anni aspettano fiduciosi un vice-Dzeko all'altezza: non lo sono stati Schick né Kalinic, ma ora la sensazione è che Borja sia il profilo tanto a lungo cercato. I prossimi giorni stabiliranno che ne sarà di Edin; nel frattempo, Mayoral continua a lavorare per farsi trovare pronto «e dare una mano alla squadra» (parole che ribadisce in continuazione) quando il tecnico portoghese lo chiama in causa.

A segno ogni 80' in Serie A

La media-gol per minuti giocati in stagione parla chiaro: un centro ogni centoquindici minuti (otto reti nei 922 minuti disputati tra campionato, Europa League e Coppa Italia. Ma Mayoral è uno che sa giocare anche con e per la squadra: lo dimostrano i cinque assist serviti ai compagni nelle varie competizioni. Senza voler fare paragoni, Dzeko ha segnato lo stesso numero di gol, ma ha tre assist in meno rispetto allo spagnolo; il tutto avendo giocato circa quattrocento minuti in più. Se nelle prime due presenze da titolare, contro Young Boys e Cska Sofia, Borja era apparso un po' fuori dal gioco, lo si doveva semplicemente alla necessità di adattamento a un nuovo campionato, una nuova squadra e un nuovo stile di gioco. Una volta sbloccatosi (a inizio novembre con la doppietta al Cluj), il numero 21 ha evidenziato una crescita costante. Non sarà un rapace alla "Pippo" Inzaghi, ma sa difendere il pallone e dialogare con i compagni che arrivano a dargli manforte.

Andando ad analizzare i numeri in campionato, il dato relativo alla media-gol migliora ulteriormente: solo quattro le presenze dal primo minuto in Serie A, condite da cinque gol; praticamente, non ha segnato giocando dal 1' soltanto a Marassi con il Genoa. Poi un gol al Parma e le doppiette a Crotone e Spezia. Trecentonovantanove minuti giocati e cinque gol, per una media di un centro ogni ottanta minuti scarsi. Solo Muriel e Ibrahimovic hanno fatto meglio, tenendo conto dei giocatori con più di 100' disputati. Persino CR7 è dietro allo spagnolo.