La data ancora non c'è. Bisogna ancora aspettare per conoscere il giorno in cui davanti al Collegio di Garanzia del Coni sarà discusso il ricorso presentato dalla Roma per il pasticciaccio Diawara, ormai datato prima giornata di questo campionato. C'è un motivo per quest'attesa sulla data. Ovvero l'avvocato Antonio Conte che in questo duemilaventuno festeggia i venti anni come legale della società giallorossa, nel suo ricorso ha chiesto che l'udienza sia in presenza. Cioè non da remoto, come successe in occasione del primo ricorso discusso davanti alla Corte d'appello Federale. Allora il Collegio di Garanzia, partendo dal suo presidente l'ex ministro degli esteri Frattini, ha deciso di attendere l'ufficialità del nuovo DPCM (Decreto Presidenza Consiglio dei Ministri) per capire se si potrà soddisfare la richiesta della Roma. Ventilata eventuale crisi di Governo a parte, il nuovo DPCM dovrebbe diventare ufficiale verso la fine di questa settimana. E allora è prevedibile che all'inizio della prossima sarà fissata la data dell'udienza.

Che, comunque, obbligatoriamente non potrà essere prima della fine di questo mese, anzi probabilmente nei primi giorni di febbraio. Non tanto perché la Roma non ha presentato il ricorso con la formula dell'urgenza (come per esempio ha fatto il Napoli per la partita contro la Juventus), visto che in teoria ci potrebbe essere tempo fino alla conclusione del campionato. Ma perché la data dell'udienza dovrà essere fissata con la garanzia di poter dare alla Roma almeno dieci giorni di tempo (ma in pratica sono una quindicina) per preparare e presentare le sue controrepliche alle ragioni, diciamo così, presentate dal Verona nella sua costituzione nel processo. Cosa che alla Roma non ha fatto certo piacere, se non altro per una questione di eleganza, quella per esempio che ha avuto la Juventus nel ricorso presentato da De Laurentiis.

Ci potrebbe essere un ulteriore prolungamento se, nei prossimi giorni si costituisse pure la Federcalcio, cosa che però a Trigoria ritengono molto difficile visto che la Figc non l'ha fatto nella vicenda Juventus-Napoli. Dove, come ormai sappiamo, ha preso un bello schiaffo da parte dei giudici del Coni che hanno smentito su tutta la linea la sentenza di primo grado emessa dalla Corte d'appello federale (ripetizione della partita e cancellazione del punto di penalizzazione per la squadra di Rino Gattuso). C'è da dire che la Roma, in particolare l'amministratore delegato dottor Guido Fienga, ha manifestato in maniera pubblica il suo crescente interesse per questa seconda sentenza. Non ci si può dimenticare, infatti, come proprio il dottor Fienga alla domanda cosa chiedesse a questo duemilaventuno, ha risposto che rivorrebbe indietro quel punto conquistato legittimamente e senza dolo sul campo del Verona di Juric nella giornata inaugurale di questo campionato.

Il ricorso della Roma è stato depositato da tempo e prevede una serie di novità rispetto al precedente. L'avvocato Conte, per esempio, tra le sue richieste ha inserito la testimonianza di Leo Longo, all'epoca del fatto Segretario della Roma, ora dirigente del Verona con un contratto triennale. Al Collegio di Garanzia, Conte chiederà la cancellazione dello zero a tre a tavolino, auspicando il cambiamento della pena in una multa. Che a Trigoria tutti sarebbero felici di pagare.