Non potrà più dirci che non è arrivata nessuna offerta per Alisson. Per il semplice fatto che nelle ultime quarantotto ore al cellulare del senor Monchi sono arrivate svariate telefonate internazionali. In particolare con prefissi inglesi. Meglio ancora, prefissi di Liverpool e Londra. Il motivo della chiamata, è stato lo stesso. Vogliamo Alisson Becker. Nessuna sorpresa, peraltro. Compreso lo stesso portiere brasiliano che è pronto a fare le valigie e timbrare il check-in per la Premier League. Dove, a meno di un clamoroso quanto improbabile rientro in corsa del Real Madrid, giocherà la prossima stagione. C'è solo da capire se dovrà prendere casa a Liverpool o Londra.

Più Reds che Blues

 Se la situazione si definirà nei prossimi due-tre giorni, il Liverpool è la squadra favorita per assicurarsi il portiere brasiliano. E su questo puntano i Reds. Consapevoli di aver fatto l'offerta giusta a Roma e giocatore, ma soprattutto del fatto che il Chelsea prima di un eventuale rilancio, ha la necessità di vendere Courtois (e pare pure Hazard) al Real Madrid orfano di Cristiano Ronaldo e di un portiere garantito. A quel punto, dopo aver incassato una cifra tra i cento e i centoventi milioni di euro (forse pure di più), i Blues sarebbero in grado di tornare alla carica per Alisson e rilanciare. Cosa, c'è da dire, che alla Roma non dispiacerebbe, visto che questo vorrebbe dire la creazione di un'asta che, tralasciando l'aspetto tecnico, sarebbe soltanto benefica per le casse giallorosse. I numeri proposti dal Liverpool sono già parecchio importanti. Oltre sessantacinque milioni più una serie di bonus quasi garantiti per una cifra complessiva che supererebbe i settanta. Il minimo, cioè, che la Roma vuole incassare per privarsi di quello che nell'ultima stagione è stato il miglior portiere del mondo. In più, nella trattativa con i Reds, un piccolo ma importante peso ce lo può avere anche il precedente di Salah. Che lo scorso anno fu venduto al Liverpool dalla Roma per quarantadue milioni più otto di bonus. Una cifra che al momento della cessione sembrava equa, ma che dopo, con Salah protagonista di una stagione straordinaria, si è rivelata assai inferiore ai centocinquanta milioni che oggi può valere l'egiziano. Ad Alisson è stato garantito uno stipendio annuo di quasi sei milioni di euro. Il banco, a questo punto, lo potrebbe far saltare soltanto il Chelsea dove Sarri ha chiesto il brasiliano per sostituire Courtois. Alla Roma non resta che stare alla finestra puntando al chi offre di più per garantirsi ancora maggiore liquidità e una plusvalenza da applausi a scena aperta.

Non solo Areola

Vendere Alisson come prima conseguenza, al di là di qualsiasi considerazione tecnica, per la Roma vuole dire dover andare a comprare un nuovo portiere titolare. Perché il secondo c'è (Mirante), il terzo pure (Fuzato) e questo senza voler togliere nulla agli altri due estremi difensori che stanno già lavorando con quel mago che è Savorani. Quindi Areola? Possibile, ma non tutte le strade portano a Parigi. Soprattutto perché, nonostante il pressing che il procuratore del francese Raiola sta facendo sul Psg, pare che al momento l'emiro non abbia intenzione di fare sconti sul prezzo di un cartellino valutato trenta milioni. Un'autentica follia per un giocatore a cui manca soltanto un anno di contratto prima di essere disponibile a parametro zero. In questo senso, Monchi non ha nessuna intenzione di farsi trovare impreparato. E il ds spagnolo ha già pronta un'alternativa. Si tratta di Robin Olsen, ventotto anni, titolare della Svezia nell'ultimo Mondiale, di proprietà del Copenaghen (contratto in scadenza nel 2020). Il portiere è ai primi posti della lista di Monchi che lo segue da tempo considerandolo tra i migliori in circolazione, soprattutto dal punto di vista della continuità di rendimento. La trattativa con il Copenaghen non rappresenterebbe un problema. In Svezia parlano di una valutazione intorno ai sedici milioni di euro, ma è molto probabile che a dieci più bonus l'affare si chiuderebbe. E non sarebbe neppure un problema, trovare l'accordo con lo svedese che certo non viaggia alle cifre di Alisson.