«Ramon, tranquillo, ci pensa Mino», dove Mino è quel Raiola che a Trigoria ha già sistemato il talento di Justin Kluivert. Magari le parole non saranno state proprio queste, ma il concetto sì. E il concetto, non ci vuole molto a dedurlo, non può che essere riferito alla questione erede di Alisson, sempre che il brasiliano dovesse salutare perché i pound sono tanti e la Premier un palcoscenico che il nostro campionato si sogna, Ronaldo o non Ronaldo. Tornando al concetto, il soggetto non è altri che Alphonse Areola, il terzo portiere della Francia che oggi si giocherà il titolo mondiale contro la Croazia, titolare nella passata Ligue 1 del Psg dell'emiro, ma che da qualche giorno è stato spostato in panchina dall'arrivo sotto la torre Eiffel di un certo Gigi Buffon.

Un anno di contratto

È il francese il favorito numero uno per raccogliere la pesante eredità del brasiliano in partenza, al centro di un derby inglese di cui vi abbiamo raccontato ogni dettaglio. Lo deve aver capito anche l'emiro con il portafoglio più pesante del pianeta terra. Al punto che nelle ultime settimane, ogni volta che ne ha avuto la possibilità, non ha fatto altro che dichiarare al mondo l'incedibilità del venticinquenne francese. Dimenticando, per esempio, come il suo stipendiato sia in scadenza di contratto il trenta giugno del prossimo anno (come Kluivert con l'Ajax) e che abbia già comunicato, dopo l'arrivo di Buffon, di non voler sedersi in panchina e quindi di prolungare il suo contratto. E qui entrerà in scena Mino Raiola che dovrà chiudere la questione con il Psg. A una cifra non esagerata come filtra dal club parigino che vorrebbe oltre trenta milioni di euro (magari inserendo una clausola di riacquisto). Ce ne vorrà qualcuno in meno, forse una ventina che dovranno essere scalati dai settanta che arriveranno dalla cessione di Alisson.