Domanda, non recente: ma perché la Roma ha preso Pau Lopez? Risposta, altrettanto non recente: perché sa giocare con i piedi come pochi altri portieri. Ricordate? Bene. Poi, però, vai a controllare la prestazione contro l'Inter e ti accorgi che lo spagnolo è stato bravissimo, praticamente impeccabile con le mani mentre è stato comico quando è stato chiamato a giocare con i piedi. Ma allora? La verità è che quando si tratta di comprare/giudicare un portiere, si dovrebbe partire sempre da un principio: chi sta tra i pali deve parare. Punto. Poi se è bravo anche a giocare con i piedi, va bene. Ma non può essere un requisito indispensabile, anche nel calcio attuale con tutte o quasi le squadre che costruiscono dal basso grazie ai loro estremi difensori.
Pau Lopez contro l'Inter ha tenuto la Roma in partita con abilità fin quando ha potuto, si è opposto con bravura alle conclusioni velenose di Lukaku e Lautaro Martinez, ad esempio, ma nel primo tempo è stato il rifinitore più raffinato della squadra di Antonio Conte. Perché con i piedi ne ha combinate di tutti i colori, mettendo in difficoltà la propria squadra e mandando di traverso il pranzo ai tifosi davanti alla tv. Ma come, direbbe l'osservatore romano e romanista, non era stato preso perché ha due piedi tutt'altro che ignoranti? Esatto. Al di là di interrogativi di questo tipo, va detto che Pau Lopez, titolare nelle ultime gare un po' per meriti propri e un po' per l'infortunio di Mirante, ha dato la sensazione di aver recuperato parte delle sicurezze che aveva clamorosamente smarrito (per mesi...) dopo quell'erroraccio nel derby di ritorno della passata stagione. E a pochi giorni proprio da una nuova sfida contro la Lazio questo non può non essere un segnale da interpretare. Con la speranza che la sfida di venerdì possa definitivamente restituire alla Roma il Pau Lopez della prima parte dello scorso campionato. Quello che non aveva demeritato, anzi, e che mai era stato messo in discussione.
Porte girevoli, le chiamano. Sliding doors. Ecco, sarebbe davvero bello se la porta della Roma, a partire da venerdì, non sia più così girevole. Non perché la squadra giallorossa dopo la sfida contro l'Inter ha risolto in via definitiva il problema numero 1, ma semplicemente per tirare avanti senza paure e perplessità varie in ogni partita. Poi, alla fine della stagione, saranno fatte valutazioni e scelte. Ora è tempo di pensare solo al derby. Daje.