Quella di Raffaele De Martino è una storia da raccontare, fatta di sliding doors, scelte forse sbagliate e molta sfortuna. Da giocatore predestinato, accreditato da tutti come uno dei futuri pilastri della nazionale, ad una nuova avventura, con 32 anni e un bagaglio enorme sulle spalle, con la maglia del Latina, per cercare di vincere il campionato di Serie D: in mezzo c'è tanta vita, non solo per quello che ha raccontato il campo, da poterci scrivere un libro.

7 novembre 2004, poco più che maggiorenne Raffaele De Martino, prodotto tra i più interessanti della "cantera" della Roma, fa il suo esordio in Serie A con i giallorossi. Colori che aveva conosciuto alla tenera età di 14 anni, quando il club capitolino lo prelevò dalla Invicta Agro, piccola società di Nocera Inferiore. In molti parlano di lui al pari di giovani come De Rossi e Aquilani, solo che la sua carriera prende da subito una piega differente. De Martino vuole subito cercare nuovi stimoli e lascia la Roma, con la quale ha solo un contratto di formazione, per andare all'Udinese che mette sul piatto un'offerta irrinunciabile.

Neanche il tempo di arrivare in Friuli che il centrocampista viene dirottato a giocare in Svizzera, in Serie B, con il modesto Bellinzona. Una scelta che lascia dubbi in molti, ma che può essere spiegata con il fatto che proprio la formazione ticinese all'epoca era utilizzata come fucina di talenti dell'Udinese. Come previsto De Martino si mette in evidenza in terra elvetica e poi con il Treviso, tanto da convincere l'Udinese a riprenderselo per puntare su di lui in Serie A. Ma è a questo punto che arriva il primo grande infortunio. Nel momento di fare il grande salto nel calcio che conta, dopo il suo primo e unico gol nella massima serie (gran botta al volo contro l'Atalanta), De Martino è costretto a fermarsi finendo in anticipo la stagione e pure quella successiva. Ricomncia dall'Avellino, tra i cadetti. Ma sarà una stagione maledetta, con gli irpini retrocessi e poi falliti. Svincolato d'ufficio, deve ricominciare ancora una volta la sua carriera.

Una breve parentesi con il Crotone, poi ancora disoccupato per sei mesi, prima di tornare a casa, alla Nocerina. Ma tra acciacchi vari e infortuni gioca solo tre partite. Nel 2011, a soli sei anni dal suo esordio in A, De Martino finisce tra i disoccupati ma non molla. Riparte dalla Lega Pro, poi tanta Serie D. Il rilancio con il Rimini, fino a diventare uno "specialista" di questa categoria, vinta anche con la maglia del Fondi. Con i rossoblu è di nuovo fondamentale, diventa titolare in Serie C. E adesso una nuova sfida, per essere ancora grande con il Latina di Carmine Parlato.
Tanto basta per comprendere come oggi, per Raffaele De Martino, non potrà essere una giornata come tante altre, una partita come le centinaia che ha giocato in questa sua carriera vissuta sull'ottovolante. La Roma, quei colori, lo riporteranno indietro di 14 anni, a quell'esordio in Serie A che non avrà dimenticato mai.