Serie A

Fabregas: "Il mancato saluto di Gasp? Nei 90' vale tutto, poi c’è il rispetto"

L'allenatore spagnolo ha parlato dopo la vittoria del suo Como sulla Roma: "Mi è dispiaciuto, è una questione di rispetto. Bella partita, noi ora abbiamo qualità e varietà"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
15 Marzo 2026 - 20:56

Dopo la vittoria del suo Como sulla Roma, Cesc Fabregas ha commentato il match del Sinigaglia a Sky Sport. Queste alcune delle sue dichiarazioni:

Siete una squadra di altissimo livello, ora.

"Ci sono qualità e varietà, che sono importanti. Nella partita ci sono tante partite e una sfida può cambiare in 5', come oggi col rigore. E' importante ritrovarsi in alcuni momenti. Sono contento della voglia, della prestazione e della mentalità. Non era facile dopo il rigore, il risultato del primo tempo non era meritato ma non abbiamo perso l'identità. Dovevamo alzare il livello in quel modo, ne sono contento".

C'è stata tensione con la Roma dopo la fine?

"Non lo so... Io anche quando perdo o vengo espulso non manco mai nel saluto. Mi sembrava una cosa sportiva. Quando si perde, si va a dare la mano all'avversario, anche se ti ha massacrato o se pensi che ci sia di mezzo l'arbitro. C'entra il rispetto. Quando l'avversario va via, mi rende un po' triste. Io parlo solo del mio episodio, ho visto che Gasperini andava via e poi non so altro".

Il Como ha coraggio nell'avvicinarsi con la palla all'avversario.

"Sono d'accordo, è stata una partita bella. La squadra ha sempre cercato di vincere, ha grande merito. Se facciamo certe scelte, nel portare giocatori a Como, è perché vogliamo ragazzi con identità. Ragazzi che studiamo e che sappiamo possono darci qualcosa con determinate caratteristiche. La personalità e il coraggio devono convincerci, poi lo alleniamo per un lungo periodo e diventa fluido, naturale. Crescita e fiducia sono importanti, invito i ragazzi a continuare a giocare così e c'è tanto da imparare. Dobbiamo continuare a lavorare, mancano 9 gare, andiamo piano piano".

Fabregas a Dazn

È stata una partita da Champions? Ha salutato Gasperini?

"Non è stata una partita da Champions perché noi non siamo in Champions. Il ritmo è stato alto perché contro le squadre di Gasperini sono sempre battaglie. Bene, sono contento della reazione della squadra anche dopo il gol. Non era facile continuare con il nostro gioco. Abbiamo fatto cambiamenti e abbiamo continuato a giocare bene in un altro modo. Bisogna continuare. Gasperini? Vengo da un altro Paese e mi devo abituare di più. Nei 90’ vale tutto, poi c’è il rispetto e bisogna dare la mano all’avversario. Anche io ho fatto cose di cui non sono orgoglioso ma noi allenatori dobbiamo dare l’esempio. Anche se non sei contento del risultato o di una decisione arbitrale devi dare mano perché la società è in un momento che non mi piace. Noi personaggi pubblici dobbiamo dare l’esempio".

Questa sera il Como ha giocato in due modi diversi, senza e con un centravanti. Il primo tempo con Ramon avanzato?

“Non mi piace parlare di calcio italiano o di un’altra parte. Ma da quando sono qua sto studiando, contro squadre uomo contro uomo sono cresciuto perché sono andato a dormire pensando a come trovare soluzioni contro di loro. Allora ho pensato di abbassare Caqueret e di andare alto con Ramon. Abbiamo iniziato a vincere i duelli, abbiamo concesso un’opportunità ma abbiamo gestito bene. Oggi è andata bene e nel secondo tempo abbiamo cambiato attaccando la profondità con Diao. Un altro giorno magari non andrà bene, alla fine tutti gli allenatori hanno piani gara che vanno rispettati e i protagonisti sono i giocatori".

Prima Allegri, poi Gasperini. Lei non piace agli allenatori più esperti?

“Non voglio dire che sembra di no. Quando ho perso 4-0 con l’Inter o 5-1 con la Lazio, ero arrabbiato ma ho sempre dato la mano perché è una cosa sportiva. La cosa più importante è che il Como ha giocato una grandissima partita e abbiamo vinto. Spero si parli di questo al 99% e all’1% di altro”

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