Pasquale Iadaresta da San Felice a Cancello, Edin Dzeko da Sarajevo. Di mestiere attaccanti. E che attaccanti (con le dovute proporzioni naturalmente). Di quelli che sanno fare reparto da soli, di quelli che riescono a trascinare i propri compagni. Uomini simbolo rispettivamente di Latina e Roma, centravanti di razza, oggi pomeriggio saranno uno contro l'altro. Ad accomunarli non ci sono soltanto i gol, non ci sono soltanto le caratteristiche fisiche, non ci sono solo quelle tecniche: c'è anche il 17 marzo del 1986. Pasquale e Edin sono nati lo stesso giorno dello stesso mese, nello stesso anno. Sotto il segno dei Pesci. Il nerazzurro in provincia di Caserta, il giallorosso nella capitale bosniaca.

Iadaresta è cresciuto nelle giovanili del Napoli, ma tifa incredibilmente Milan: il suo idolo è sempre stato Van Basten, ma gli "piaceva" anche Shevchenko. Dal settore azzurro fino al Latina, circa 15 anni di carriera senza perdere quel vizietto, quello di gonfiare la rete. Nel campionato Primavera 2003-2004 segnando 20 gol dimostrò di saperci fare, e bene, in area di rigore. Per stazza e fiuto del gol ad un certo punto veniva paragonato a Vieri. Poi l'esordio in Serie A con la maglia bianconera del Siena, ma senza decollare definitivamente. E così la sua carriera Pasquale l'ha trascorsa tra Serie C e Interregionale fino all'approdo in terra pontina (dal 2015 al 2017 era stato a Fondi), dove ha iniziato la una seconda giovinezza. Con 26 gol stagionali (24 in campionato, uno nei playoff e un altro in Coppa Italia) ha raggiunto il record personale e miglior stagione di sempre a livello individuale. Altro primato: sua la prima rete nella storia del Latina 1932. A Latina Pasquale si trova bene e, dopo la bella stagione passata, ha deciso di restarci. Giovedì pomeriggio l'attaccante casertano ha detto sì ai colori nerazzurri, ha deciso di ripartire dove aveva lasciato: dal Latina targato Carmine Parlato, pronto ad affrontare il nuovo campionato con rinnovate ambizioni e un progetto importante che ambisce a riportare il calcio pontino tra i professionisti.

A Latina Iadaresta è voluto restare nonostante le numerose richieste così come Edin Dzeko a gennaio aveva detto di no alla faraonica offerta del Chelsea giurando amore alla Roma. Un amore che ha portato l'attaccante bosniaco a guidare i giallorossi fino alla semifinale di Champions League, persa immeritatamente contro il Liverpool, o meglio persa a causa del blackout di Anfield, che però non ha assolutamente ridimensionato l'importante stagione dell'undici capitolino. Per Edin quella che sta per iniziare sarà la quarta stagione in maglia giallorossa: la prima andò così e così ma nonostante l'andamento altalenante l'attaccante bosniaco riuscì a chiudere in doppia cifra (8 centri in campionato e 2 in Champions), la seconda è stata quella del record con 39 reti complessive (29 in campionato, 2 in Coppa Italia e 8 in Europa League) che nessuno aveva mai realizzato in unica stagione con una squadra italiana, la terza (quella scorsa) si è chiusa con 24 squilli (16 in campionato e 8 in Champions League).
La premessa ce la concediamo alla fine: non si possono paragonare Pasquale Iadaresta ed Edin Dzeko. Il casertano non ha avuto dalla propria carriera quello che forse avrebbe meritato, il bosniaco è un campione assoluto, tra i più forti attaccanti d'Europa. Oggi saranno uno di fronte all'altro.