Houston, abbiamo un problema. E la parola chiave è uno, il numero che una volta tutti i portieri titolari portavano sulla schiena. Prendete la partita di ieri pomeriggio a Bergamo. Pochi minuti prima della sassata di Zapata che ha riequilibrato una sfida che fino a quel momento i giallorossi avevano amministrato con sufficiente disinvoltura, Gollini ha negato il raddoppio romanista su un tiro mica male di Veretout. Così come lo stesso Gollini, al tramonto del primo tempo, aveva fatto in occasione di una punizione dal limite calciata da Pellegrini. Dalla parte nostra, invece, pochi minuti dopo la sassata del colombiano, un cross di Ilicic neppure così tagliato e pericoloso, un Ilicic che come ti sbagli è tornato magicamente lui proprio contro di noi, abbiamo visto Gosens portare in vantaggio i padroni di casa, complice un'uscita rivedibile di Mirante. A quel punto la Roma non c'è stata più. Ne ha presi altri due (portiere incolpevole) e la frittata, seconda quaterna al passivo, è stata servita.

Sia chiaro, non vogliamo mettere nessuno scimmione sulle spalle di Mirante che, va ricordato, è sbarcato da queste parti con il ruolo di dodicesimo designato. Per il titolare, come ben sappiamo, sono state percorse tutte altre strade. Che, crediamo non si possa offendere nessuno, non hanno risolto neppure in parte il dopo Alisson, cioè il portiere più forte del mondo. Era impossibile farlo dimenticare, ma prima lo svedese Olsen, dopo lo spagnolo Paulo Lopez, si sono rivelati più un problema che una soluzione. A fronte peraltro di una spesa complessiva di quasi quaranta milioni (comprendendo il cinquanta per cento sulla rivendita di Sanabria). Mirante, fin qui, quando era stato chiamato in causa, aveva fatto il suo in circa trenta partite giocate da titolare. Ma prima a Napoli con una serie di incertezze non di poco conto, poi ieri a Bergamo, ha confermato un momento di forma non ottimale, probabilmente complice una condizione fisica non perfetta, di non poter essere, insomma, la soluzione. Soprattutto, vista l'età, pensando al futuro. La Roma tutto questo non può non saperlo. Ha l'esigenza di provare a risolvere la problematica tra i pali, in un ruolo che, scopriamo l'acqua calda, è fondamentale nelle fortune di una squadra.

Il futuro, peraltro, è tra una decina di giorni. Nel senso che tanti, più o meno, ne mancano all'apertura della finestra invernale di mercato, finestra che una volta era chiamata di riparazione. Ecco, appunto, per la Roma c'è la possibilità riparare, provando a risolvere la questione del portiere, considerando gli anta di Mirante e, soprattutto, il flop o quasi di un Pau Lopez che da queste parti è durato una ventina di partite. Cioè fino al derby di ritorno del passato campionato, dopo è diventato sempre più un problema irrisolvibile, ultima puntata giovedì scorso contro il Torino dove ha incassato un gol con un doppio errore da oggi le comiche.

Siamo consapevoli dei conti della società giallorossa, il passivo è quello che è, c'è bisogno di ridimensionare i costi e il monte ingaggi, ma crediamo che ci sia la necessità di provare a prendere un nuovo portiere con la speranza di non continuare a sentirci orfani di Alisson. Soprattutto se si vuole, e deve, continuare a inseguire uno di quei quattro posti in classifica che aprono la cassaforte della Champions League.
Per quello che ci risulta, a Trigoria la questione portiere in qualche maniera è già stata affrontata e discussa. Proprio in virtù della necessità di trovare un estremo difensore per oggi, domani e pure dopodomani. C'è un nome che piace alla dirigenza giallorossa. E' quello di Marco Silvestri, ventinove anni, cartellino di proprietà del Verona, contratto in scadenza nel giugno del 2022, da due stagioni uno dei portieri più continui e convincenti del nostro campionato. Possiamo dire anche, con ragionevole certezza, che qualche passo in questo senso è già stato fatto, potendo dire che c'è la disponibilità (e pure di più) del giocatore al trasferimento a Roma. L'ingaggio non costituisce certo un problema visto che nella città dell'Arena gudagna circa seicentomila euro netti a stagione. Si deve trovare, in pratica, soltanto l'accordo con il Verona che, peraltro, con un giocatore in scadenza tra diciotto mesi e che è pronto a spingere per essere ceduto, non può certo chiedere uno sproposito. La Roma sarebbe più che disponibile a dare in prestito Pau Lopez (pagando una parte dell'ingaggio) più una cifra tra i sei e gli otto milioni. La trattativa a queste condizioni si può chiudere. Anche se Silvestri in questi giorni dovesse cambiare il suo procuratore Francesco Romano che gli cura gli interessi da quando era minorenne. Si parla infatti di un possibile inserimento di Mino Raiola. E quando Mino si muove. la storia ci insegna che il profumo dei soldi è forte.