Quaranta giorni. Tanto è trascorso dall'ultima presenza da titolare di Chris Smalling. Che nel frattempo ha ritrovato il campo nell'ultima settimana dopo il lungo stop, in coppa come in campionato (a Sofia e Bologna), ma sempre partendo dalla panchina. Questa sera toccherà nuovamente a lui guidare il reparto difensivo della squadra di Fonseca, probabilmente coi due giovani - ma già ampiamente responsabilizzati - Kumbulla e Ibanez ai suoi fianchi.

È stato a lungo inseguito il centrale inglese nella scorsa estate, finendo per diventare l'unica vera e propria richiesta esplicita del tecnico sul mercato, proprio per fare da chioccia ai compagni di reparto. La sua esperienza a rafforzare la loro freschezza e viceversa. Le cose però fino a questo momento non sono andate secondo le previsioni: Chris è stato vittima di una serie di fastidi, non gravi ma sufficienti a tenerlo ai margini molto più di quanto ci si aspettasse. Prima la distorsione al ginocchio, poi l'intossicazione alimentare e infine ancora il ginocchio a dare noia, per un'infiammazione che per qualche tempo ha anche tenuto alto il livello di preoccupazione sul suo recupero.

Al momento le presenze stagionali del numero 6 si riducono a sei, equamente divise fra Europa League e Serie A, anche se con differenti minutaggi. Frutto delle diverse scelte tecniche fra le due competizioni, che lo hanno visto in campo in coppa dall'inizio soltanto nella gara di andata contro il Cska, quando rientrava dal primo problema che lo ha afflitto. Un'ora per testarne le condizioni e rilanciarlo dal primo minuto in campionato qualche giorno dopo contro la Fiorentina, la prima delle due partite disputate per intero in questa stagione. La seconda - e anche l'ultima - è stata una settimana dopo contro il Genoa, seguita a un'altra mezzora in ambito europeo nella goleada rifilata al Cluj. E proprio in quei dieci giorni di utilizzo continuo si è accumulato gran parte del minutaggio stagionale di Smalling: 266' dei 333' complessivi. Una cifra comunque esigua, soprattutto per uno come l'inglese che l'anno prima è stato un vero e proprio perno della squadra, mettendo insieme 37 presenze e tre gol, l'ultimo dei quali è arrivato proprio contro il Torino, nella vittoria per 3-2 ottenuta alla penultima giornata sul campo granata. Anche se il mestiere di Smalling consiste più nell'evitarli, i gol. E pur giocando poco in questa stagione, ha assolto il compito con la consueta affidabilità: due sole le reti incassate con lui in campo, una a Genova e l'altra gentile dono di Fazio al Cska. Il rendimento di Chris è una garanzia in più per la difesa romanista.