Forse non nel giorno di San Paolo, ma sempre più verso il San Paolo, inteso come squadra. Bruno Peres sembra ormai a un passo dal trasferimento nel club della sua città natale, dopo lunghi e vorticosi giri (ovvero trattative) tipici del periodo, che lo hanno assegnato a diverse destinazioni. Fatto sta che quella che sembrava la prima cessione della Roma, ancora non è stata definita. Più complessa e meno veloce di quella che ha portato Nainggolan all'Inter, tanto per citare una trattativa di una certa rilevanza. Ma a Trigoria hanno deciso da tempo di non puntare più sull'ex granata. Anche perché con l'arrivo di Santon, il rientro a tempo pieno di Karsdorp e un significativo rinnovo di contratto per Luca Pellegrini - che somiglia tanto a una promozione come vice-Kolarov, sulle due fasce difensive attualmente si registra il pienone.

E allora chi ha incastrato Bruno Peres? La domanda è retorica, la sospensione nel limbo del mercato da parte del brasiliano appare invece sintomatica. Quantomeno di una certa indecisione. Che è sembrato a lungo destinato a un ritorno al Torino. Salvo poi strizzare l'occhio al Besiktas. Finendo con l'essere indirizzato verso un altro rientro, questa volta in patria. Dove lo avrebbero indotto motivi familiari. Con il Toro l'accordo era stato trovato in breve: poco più di un milione per il prestito, con un riscatto a sette milioni già fissato allo scattare della venticinquesima presenza a favore della squadra di Mazzarri. Lì il talento dell'esterno è sbocciato, lì un suo gol con tanto di coast-to-coast nel derby della Mole non è mai stato dimenticato. Eppure Peres è apparso fin dall'inizio titubante, avvalendosi anche di un'offerta dalla Turchia per strappare un ingaggio più elevato. Quando tutto sembrava fatto però, ecco il San Paolo.