Amra Silajdzic, moglie del capitano della Roma Edin Dzeko, ha parlato a Sky dell'iniziativa contro la violenza sulle donne "Amami e Basta", del rapporto che la famiglia Dzeko ha con Roma e dell'esperienza del Covid. Queste le sue parole

Sei impegnata in generale nella beneficenza. C'è stata una chat con le altre mogli e compagne?
"Sì, abbiamo parlato ed ognuna ha avuto delle idee. Un onore che Roma Cares ci ha coinvolto. Abbiamo deciso di fare questo calendario con 12 mogli, in 12 località diverse della città e in 12 giorni differenti. Siamo diventate amiche. Invece di fare il calendario dei giocatori, abbiamo fatto quello contro la violenza sulle donne. Personalmente sono impegnata, soprattutto negli ultimi anni, in Bosnia Erzegovina e lavoro con un'associazione che si occupa di problemi oncologici. Ho aderito volentieri a questa attività: per me è un grande piacere e un dovere, essendo mamma di tre bambine e di un bambino che sarà uomo".

Come avete vissuto la positività al Covid-19 di Edin Dzeko?
"Si è isolato. Per i bambini, anche vedendolo così vicino, è stato difficile non poter andare lì. Anche noi siamo rimasti in quarantena. L'importante è che è stato bene, ha avuto pochi sintomi solo nei primi giorni. Anche se è stato un momento brutto, non possiamo lamentarci".

Spesso le mogli incidono sul futuro dei giocatori. Le tue parole fanno sperare che Dzeko possa rimanere alla Roma...
"Noi adoriamo Roma, non lo nascondiamo mai. Roma è diventata la nostra seconda casa".