Non fermatevi adesso. È quello che ogni tifoso romanista direbbe ai calciatori della Roma in vista della partita di domani contro il Napoli. I giallorossi arrivano da una striscia di imbattibilità (sul campo) che con la vittoria di Cluj è arrivata a dodici partite e al San Paolo posso fare tredici chiarendo meglio le ambizioni di questa squadra. Quella di domani non sarà una partita come tutte le altre: espressione spesso abusata ma, in questo caso, quanto mai azzeccata visto il contesto in cui si giocherà. D'accordo, non ci saranno gli spettatori a rendere rovente il clima sugli spalti ma c'è da scommettere che tutti i calciatori del Napoli avranno voglia di omaggiare al meglio la scomparsa di Maradona nello stadio che presto porterà il suo nome in una partita dal peso diverso di quella vinta giovedì con il Rijeka.

La Roma arriva a questa sfida in un ottimo momento di forma dove i risultati sono supportati dal gioco e da una compattezza di squadra che sotto la gestione Fonseca, con questa continuità, non si erano mai visti. Nelle ultime cinque partite sono arrivate altrettante vittorie con 15 gol realizzati, solo 1 subito e 4 clean sheet. Il cambio di modulo, con il passaggio alla difesa a tre, è ormai entrato a far parte del dna di questa squadra. Fonseca lo ha riproposto anche in Europa League nonostante avesse fuori cinque difensori centrali su sei e sia stato costretto a schierare una difesa oltre lo sperimentale con Cristante, Juan Jesus e Spinazzola. La scelta di perseverare su questa strada ha portato la qualificazione ai sedicesimi di finale con due giornate d'anticipo e ha rinforzato il ruolo di Fonseca nella notte della sua sessantesima panchina in giallorosso. Anche lui è atteso da un esame importante visto che, se escludiamo la nemichevole estiva contro la Juventus, non ha mai vinto uno scontro diretto in trasferta.

Rebus difesa

Il tecnico è consapevole che per non fermarsi e battere il Napoli servirà una grande partita e spera di recuperare qualche elemento in difesa. L'allenamento di ieri è stato interlocutorio e non ha chiarito le possibilità di rientro di Smalling, Mancini e Ibanez. Tutti e tre hanno svolto parte del lavoro in maniera individuale e parte con i compagni per testare le loro condizioni. In questo senso la rifinitura di oggi diventa fondamentale per capire le chance di vederli in campo contro il Napoli. L'ultima parola spetterà a Fonseca che prima di decidere consulterà lo staff medico e parlerà con i giocatori. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni muscolari per Mancini e Ibanez ma con i flessori la prudenza non è mai troppa. Più nebulosa la questione relativa a Smalling alla prese con un problema al ginocchio. Ancora fermo Kumbulla a causa del Covid. In parte l'emorragia di difensori che ha afflitto la Roma in questa settimana è stata attenuata dal rientro in gruppo di Fazio. Allo stato attuale, se nessuno dei tre difensori sopracitati dovesse farcela, la difesa sarebbe composta dall'argentino, Cristante e Juan Jesus davanti a Mirante che continua a essere il titolare. Le corsie esterne saranno affidate a Spinazzola e Karsdorp, mentre nel mezzo dovrebbe toccare a Veretout e Pellegrini, uscito all'intervallo giovedì per essere al meglio domani. Nessun dubbio in attacco dove si ricomporrà il triangolo formato alla base dai trequartisti Pedro e Mkhitaryan e da Dzeko nel ruolo di vertice alto.

Osimhen verso il forfait

Qualche dubbio in più lo avrà Gattuso, alle prese coi problemi fisici di due titolari: Osimhen, che si era fatto male alla spalla dieci giorni fa con la nazionale nigeriana, difficilmente recupererà in tempo. Al suo posto, con l'ex obiettivo giallorosso Milik ancora fuori rosa, verrà confermato Mertens. Alle sue spalle ballottaggio tra Zielinski e l'ex Politano. Migliora il portiere Ospina, ma Meret offre ampie garanzie: può essere confermato anche se il colombiano dovesse recuperare.