Tiago Pinto è già un fenomeno. Sia chiaro, noi speriamo che lo sia. Ma come succede sempre in queste occasioni, in particolare nella nostra meravigliosa città, il giorno dopo l'investitura del dirigente portoghese con il ruolo di direttore generale, si sono sprecate le parole d'apprezzamento nei confronti di questo portoghese che diventerà operativo dal prossimo 1° gennaio (anche se in realtà già lo è). E in questo senso c'è sembrato di rivedere il film dell'arrivo di Monchi, osannato come il più bravo (in effetti lo era quando arrivò), spernacchiato al momento dei saluti. Siamo convinti, comunque, che questo film avrà un finale diverso, soprattutto se Tiago Pinto confermerà anche da queste parti tutto il bene che si è detto di lui negli ultimi giorni.

Il portoghese già da parecchio tempo sta studiando il pianeta Roma. Certo, dovrà approfondire la conoscenza quando arriverà a Trigoria, ma di sicuro sa già dove e come intervenire. Al momento non sono previsti arrivi al suo fianco. Nel senso che quello che si era pensato al momento della sua ufficializzazione, cioè l'arrivo di un direttore sportivo con particolare specificità nello scouting, per ora non succederà. Tiago Pinto prima di tutto vuole conoscere chi è già nella Roma. Cominciando, lui fissato con lo scouting, da chi in questi ultimi due anni ha lavorato alla selezione dei calciatori che potrebbero essere utili al miglioramento della squadra e, pure, trasformarsi in possibilità di mercato in grado di garantire quelle plusvalenze di cui nessun club al mondo può ormai fare a meno.

Per questa ragione una delle prime cose che farà il nuovo dirigente portoghese, sarà quella di incontrare, individualmente, tutti gli uomini che compongono il reparto scouting giallorosso (forse a Roma ma in gran segreto). Partendo dal responsabile del settore Antonio Cavallo, arrivato a Trigoria con Petrachi come suo più stretto collaboratore, poi rimasto perché la Roma ha preferito non privarsi delle sue competenze. Dopo Cavallo, Tiago Pinto incontrerà anche i quattro-cinque collaboratori del settore. Solo dopo deciderà eventuali cambiamenti, che potrebbero essere anche un semplice potenziamento del settore, cioè più uomini per poter controllare di più e meglio il calcio mondiale.

Tiago Pinto avrà un occhio particolare anche per il settore giovanile, che considera un bene prezioso per qualsiasi società. In questo caso si confronterà con Morgan De Sanctis, responsabile della parte apicale del vivaio, e anche con Bruno Conti che cura il settore giovanile dagli Under 18 in giù. Con De Sanctis, soprattutto se rimarrà l'intenzione di non prendere un direttore sportivo, il discorso si potrebbe pure allargare. Nel senso che l'ex portiere ha la qualifica di direttore sportivo (ogni squadra ha l'obbligo di averne uno), avendo fatto il corso a Coverciano (corso a cui pare intenzionato a iscriversi anche Tiago Pinto una volta che arriverà a Roma). Non è da escludere, cioè, che possa diventare a tutti gli effetti il direttore sportivo, con un più ampio margine di manovra rispetto a quello che ha avuto nell'ultimo mercato.