Un errore, che ha rischiato di costare parecchio già contro il Cska (gara finita in pareggio una settimana fa con qualche rischio di troppo), sarebbe quello di considerare deboli e/o arrendevoli squadre poco conosciute perché fuori dai giri di maggior pregio. Come questo Cluj, allenato da una vecchia conoscenza del calcio italiano, l'ex terzino/centrocampista del Foggia di Zeman e del Genoa Dan Petrescu, e in grado di vincere gli ultimi tre titoli del campionato romeno esattamente come lo Young Boys (battuto a fatica dalla Roma alla prima giornata) aveva fatto nel campionato svizzero.

Sono squadre che in casa loro sono ormai abituate a dominare e che con il passare degli anni, e con il contributo di allenatori che ormai a questi livelli sono tutti aggiornati secondo standard globalizzati, diventano poi brutti clienti estemporanei nelle sfide internazionali anche per squadre come la Roma, che invece non riescono a vincere titoli, ma che godono comunque di una maggior credibilità europea.

Le due squadre in campo stasera (stadio Olimpico, calcio d'inizio ore 18,55) condividono il primato del girone A e se la squadra di Fonseca è considerata la favorita per il passaggio del turno, quella di Petrescu vanta ancora l'ambizione di puntare al secondo posto. Di sicuro, chi vince stasera guadagna una bella opzione per il passaggio ai sedicesimi, che poi è l'obiettivo che il Cluj ha raggiunto nella scorsa stagione, finendo per arrendersi proprio come la Roma contro il Siviglia, ma facendo una figura migliore dei giallorossi, uscendo dopo due pareggi solo per il gol segnato dagli andalusi in Romania.

L'insidia maggiore per la Roma è legata evidentemente ancora agli effetti collaterali del turn over. La prova con la Fiorentina ha appena fatto capire quanto questa squadra nei suoi uomini migliori sappia essere solida ed efficace. Cosa che ad esempio in Europa League, quando Fonseca ha dato fondo ad ampie rotazioni di titolari, è accaduta solo a sprazzi. Ma la sensazione è che la squadra stia crescendo, che la condizione atletica stia migliorando per tutti e che l'accorto utilizzo delle risorse fisiche a gioco lungo rappresenti un vantaggio i cui effetti si fanno sentire contemporaneamente sui due tornei.

Prima della sosta, che magari vedrà protagonisti tanti nazionali ma che inevitabilmente consentirà uno scarico generale della forza, sono rimasti due impegni: stasera contro i romeni e domenica a Marassi col Genoa (nell'ancora inedito orario delle 15). Dosando le energie e sfruttando le migliori qualità, Fonseca sogna di godersi la sosta con la qualificazione europea già opzionata e da posizione privilegiata in campionato (considerando anche che si scontreranno tra loro Lazio e Juventus e Atalanta e Inter).

Tra gli elementi di cui stasera bisognerà tener conto, occhio al calcio forte e lineare dell'esperto capitano Deac, alle testate dell'altro veterano, il venezuelano Rondon, e alle capacità sottoporta del croato Debeljuh: gli ultimi due hanno segnato otto degli ultimi sedici gol dei romeni. Altri tre ne ha segnati l'erculeo difensore centrale portoghese Paulo Vinicius, fermo però ai box per un infortunio muscolare. Non l'unico, peraltro. Petrescu s'è lamentato ieri delle numerose defezioni, arrivando persino a chiedere a Fonseca di prestargli uno dei suoi difensori centrali. Un po' d'ironia fa bene. Meglio Petrescu degli allenatori che si prendono troppo sul serio.

Roma poi è il palcoscenico ideale per certi siparietti. Un maestro impareggiabile in questo senso è stato Gigi Proietti, scomparso l'altro ieri proprio in quello che sarebbe stato il giorno del suo ottantesimo compleanno. Roma e la Roma lo ricorderanno come si deve tra stamattina e stasera: indossando il lutto in campo, e con i funerali, a cui idealmente, e purtroppo solo idealmente, parteciperà tutta la città.