Un fantasma da otto milioni di euro per questa stagione e poi pure per altre due. Saranno pure lordi, comunque sono otto, ingaggio più alto in casa giallorossa dopo quello di Dzeko. Più che in un castello scozzese, il fantasma si aggira tra Trigoria e viale Tolstoj. Visitando pare, per ovvi motivi, soprattutto gli uffici amministrativi dove ogni mese preparano buste paga che voi umani. Non c'è comunque bisogno di nessuna seduta spiritica per invocare il fantasma, in realtà basta andare a Barcellona per trovarlo e chiamandolo per nome: Javier Pastore. L'argentino continua a essere un enigma, di quelli che non sembrano avere una soluzione.

È partito per la Catalogna nei primi giorni dell'agosto scorso, l'undici si è sottoposto a un'operazione all'anca che negli auspici avrebbe dovuto risolvere una volta per tutti i suoi cronici problemi fisici. Per ora non è stato così. Pastore, per quello che ci racconta la Roma, è tuttora a Barcellona dove sta proseguendo nelle sedute di riabilitazione che dovrebbero consentirgli, sembra entro la fine di questo mese, almeno così dice il suo procuratore Simonian, di tornare a disposizione della squadra. Cominciando con sedute personalizzate che poi dovrebbero portarlo a rientrare nel gruppo e, quindi, a rispondere presente all'appello di Fonseca. Le ultimissime indicano nella fine della prossima settimana il rientro dell'argentino a Trigoria, ma dopo tutto quello che è successo è lecito lasciarsi andare a qualche dubbio. L'obiettivo di Pastore è quello di tornare a disposizione della squadra per i primi giorni del prossimo gennaio. Anche se pure su questo è meglio andarci cauti. Infatti non è un mistero per nessuno che in tempi recenti si sia diffusa la voce che la prima operazione non sia stata un successo e che potrebbe esserci bisogno di un secondo intervento per cercare di risolvere una questione che comunque rimane molto borderline. Del resto da quando è arrivato alla Roma, tre anni fa in cambio di circa venticinque milioni di euro versati nelle casse del Psg, l'argentino non è stato praticamente mai bene, sempre stoppato da una serie di contrattempi fisici che ne hanno condizionato pesantemente il rendimento e quella continuità di gioco che per qualsiasi giocatore è un elemento fondamentale per poter arrivare alla migliore condizione fisica.

Senza nulla togliere alle splendide qualità tecniche dell'argentino, Pastore per la Roma fin qui è stato più un problema che una risorsa. Certo non è stata colpa sua, ma la questione è ancora tutta lì con il rischio, se non si arrivasse a una soluzione positiva delle sue condizioni fisiche, che la società giallorossa lo abbia a libro paga fino al trenta giugno del 2023, con tutte le conseguenze che si possono immaginare sui numeri di un bilancio che, come sappiamo, non sono certo un inno all'ottimismo. E allora, se davvero il giocatore dovesse sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico, a Trigoria e viale Tolstoj potrebbe maturare l'idea di prendere in considerazione l'ipotesi di una rescissione unilaterale del contratto in essere con l'argentino. Sfruttando, peraltro, un preciso aspetto del regolamento che prevede, a fronte di sei mesi di indisponibilità di un giocatore per allenamenti e partite, la possibilità di un è stato bello, ci abbiamo provato ma arrivederci e grazie. Servono centottanta giorni di stop totale perché una società possa sfruttare questa opportunità. A oggi, l'ultimo Pastore conosciuto è datato ventisette luglio quando fu inserito nella lista dei convocati per la penultima partita del passato campionato, a Torino contro i granata dove andò in panchina. Facendo due rapidi conti sono novantanove giorni che non è a disposizione della squadra. Siamo cioè a oltre la metà dei centottanta giorni previsti dal regolamento per poter chiedere la rescissione. Che diventerebbe praticabile il ventitré gennaio prossimo. Qualcuno a Trigoria, se dovessero maturare le condizioni, ci sta pensando, pur nella consapevolezza che vorrebbe dire maturare una minusvalenza (a gennaio) intorno agli undici milioni. Che sarebbero comunque poco più della metà dei venti che si risparmierebbero come stipendi per l'argentino. Fermo restando che auguriamo all'argentino di tornare in piena salute, la Roma ci penserà nel momento in cui l'argentino continuasse a essere un fantasma.