Amato Ciciretti, centrocampista del Chievo, è stato intervistato dal canale ufficiale della società gialloblù. Nel corso della chiacchierata si è tornati a parlare della sua esperienza in giallorosso, della quale il calciatore ha parlato con molto affetto.

Sul suo arrivo alla Roma:
"Mi vide Bruno Conti, che mi voleva. Ma ero alla Lazio e non volevano che andassi via, mi trovavo bene coi compagni. Ero tifosissimo della Roma, la mia famiglia anche, cambiare idea fu facile. Stramaccioni è stato un fratello maggiore, l'allenatore che mi ha cambiato calcisticamente: mi ha spostato basso, poi mezzala. Avevamo una squadra fortissima, è stata una figura importante nel mondo del calcio. Un ragazzo ha bisogno di fiducia se ha qualità e non riesce a tirarle fuori. Lui in questo è stato formidabile con me".

Sul passaggio all'agenzia di management di Francesco Totti e sulla figura del Dieci giallorosso:
"Totti? Per me rappresenta il calcio, una figura con la quale sono cresciuto. Se mio figlio mi chiederà qualcosa sul calcio, io parlerò di Totti. È stato il mio idolo fin da bambino, per un romano e romanista il sogno è diventare Francesco Totti. Chiunque sia cresciuto a Roma è stato un Francesco Totti sotto un cortile, per strada, in un campo di calcio gridando "Gol, Francesco Totti". Purtroppo non ho avuto la fortuna di giocarci insieme. Quest'anno si è creata questa opportunità, avevo deciso di chiudere con il vecchio agente. Non ci ho pensato neanche un secondo, per me lui va al di là di tutto quanto. Gli anni di Totti-Cassano sono stati favolosi, due calciatori non si sono mai intesi così. Cassano è un altro dei miei idoli, tecnicamente non dobbiamo neanche parlarne".