Mancano soltanto cinque giorni all'inizio di Russia 2018 e il Belgio si presenterà senza Radja Nainggolan. Il ct dei "Diavoli Rossi" ha tenuto a spiegare una volta per tutte quali siano state le motivazioni alla base della mancata convocazione del centrocampista della Roma.

In un'intervista rilasciata al quotidiano belga Le Soir, Roberto Martinez ha cercato di placare definitivamente le polemiche susseguitesi dopo l'avvenuta comunicazione della rosa dei 23. Tra le tante ipotesi anche quella che il "Ninja" non fosse stato scelto a causa di un comportamento non esemplare fuori dal campo.

"Ovviamente, è più interessante per i media e il pubblico pensare che ci sia qualcosa di controverso sulla mancata convocazione di Nainggolan. Come una discussione tra lui e me, per esempio. Ma mi dispiace, non è questo il caso. Ho semplicemente preso le mie decisioni sulla base di quello che ho visto negli ultimi due anni".

Così ha precisato l'allenatore spagnolo, soltanto una questione tattica. In Belgio la sua scelta si è rivelata a dir poco impopolare e assieme ad altre esclusioni come quella di Kompany e Benteke ha provocato diversi dissapori tra i tifosi. Il ct ha dunque messo in chiaro quali siano le sue priorità, facendo leva sulla sua lunga esperienza nel calcio inglese che ha preceduto l'incarico con il Belgio: "Per me sarebbe stato molto più facile andare a convocare i giocatori più popolari, non ci sarebbero state reazioni negative ma non sarebbe stato un comportamento professionale da parte mia. Non sarei mai sopravvissuto sette anni in Premier League se fossi stato condizionato dall'umore della gente. La verità è che le mie decisioni possono anche non essere capite, ma io le prendo sempre in funzione del bene della squadra".