Ora tocca a Ziyech. Nel senso che Monchi dovrà puntare a stringere la trattativa per il marocchino. Ma anche, se non soprattutto, che dovrà essere il giocatore, meglio il suo procuratore, a far capire all'Ajax che considera conclusa la sua esperienza nel club dei lancieri. Meglio quindi lasciarlo andare via senza stare troppo lì a impuntarsi con valutazioni del cartellino oltre i confini della realtà. Con Kluivert e Ziyech che giocherà i Mondiali con la maglia del Marocco ma che è nato in Olanda e quando deve presentare il passaporto a una frontiera presenta quello orange, si sta profilando una Roma all'olandese considerando pure Strootman e Karsdorp. La speranza e l'obiettivo è che abbia le stesse fortune di un Milan di qualche decennio fa.

Trattativa costosa

A proposito di Ziyech, di sicuro c'è un fatto, figlio legittimo della consapevolezza che quando si tratta un giocatore con gli olandesi, ma anche qualsiasi altra cosa, bisogna essere preparati al fatto che serve il cash, spesso parecchio. Non fa eccezione, ovviamente, la questione Ziyech. La Roma lo ha già toccato con mano. La prima richiesta del club di Amsterdam è stata di cinquanta milioni di euro che, per quello che ci risulta, sarebbero poi scesi a poco più di quaranta. Ancora troppi pur di fronte al fatto che il giocatore è legato al club con un contratto per altri tre anni. Inevitabile continuare a trattare, puntando a un ulteriore sconto di una decina di milioni, magari corroborato da una serie di bonus che potrebbero accontentare tutti. Ma non c'è solo il tot a creare difficoltà nella trattativa che, comunque, la Roma è intenzionata a percorrere fino in fondo. Per certi versi, l'aspetto che preoccupa di più, è la modalità del pagamento. Nel paese dei diamanti, sono poco abituati a dilazioni, pagherò, oggi ti garantisco una cifra, poi completeremo il totale con un accordo dilazionato in tre o quattro anni. No, lì non funziona così, gli olandesi i soldi li vogliono tutti e subito. Per farvi un esempio ancora più esplicativo, qualcuno sicuramente ricorderà quando la Roma di Franco Sensi acquistò Chivu proprio dall'Ajax. Un affare importante per quei tempi che l'allora direttore sportivo Franco Baldini aveva portato a termine. Ma quando sembrava tutto fatto, i mercanti chiesero il cash, tutto, pretendendo una fidejussione. L'affare rischiò di saltare, poi arrivò la fidejussione e i mercanti brindarono.

Kluivert a un passo

Non ci siamo ancora, ma continuano a sommarsi gli indizi per il prossimo arrivo di Justin Kluivert in giallorosso. Il più importante è firmato nientepopodimenoche dal procuratore del giovane talento orange, Mino Raiola. Che intervenendo alla trasmissione televisiva «Rtl Boulevard», ha fatto capire almeno un paio di cose: «Non c'è ancora un accordo tra Ajax e Roma, l'affare non si chiuderà subito» . Dunque, Raiola docet, l'accordo tra Roma, giocatore e lo stesso procuratore, è un dato di fatto, l'affare non è chiuso ma si chiuderà. Il secondo indizio è meno solido, anche se a darlo è stato il papà di Justin, Patrick, grande centravanti del passato soprattutto con le maglie di Ajax e Barcellona: «A mio figlio ho consigliato di rimanere un altro anno in Olanda, ma la Roma per lui sarebbe un'ottima soluzione. Tocca a lui decidere, io lo sosterrò qualsiasi cosa sceglierà per il suo futuro». Considerando che fino a ventiquattro ore prima, papà Kluivert non aveva mai nominato la Roma, bisogna dedurre che qualcuno glielo abbia suggerito facendogli capire che il figlio la scelta l'ha fatta e quella scelta è la Roma. Cosa manca, allora? Con i mercanti non ti puoi sbagliare, pure qui si tratta di soldi. Pare che ne abbiano chiesti un po' di più rispetto ai venti, comprensivi di oltre cinque milioni di bonus, che ventiquattro ore sembravano sufficienti alla fumata bianca. Non è da escludere che la Roma debba salire a diciotto milioni cash più bonus meno robusti. Difficile che si chiuda in questo fine settimana, ma si chiuderà. Kluivert peraltro è grande amico di Ziyech e sarebbe felicissimo di ritrovarsi a Trigoria il marocchino che è stato anche autore dell'assist per il primo gol nel massimo campionato del figlio di Patrick.

Capitolo cessioni

In attesa dell'ufficialità di Brunetto Peres al Torino, ufficialità che non c'è ancora, negli ultimi giorni la Roma ha dovuto prendere atto che non sarà facile trovare una sistemazione a Gregoire Defrel. L'attaccante sembrava destinato all'Atalanta in uno scambio di prestiti con Sportiello, ma l'ingaggio elevato del giocatore, un milione e ottocentomila euro, è stato un ostacolo insormontabile. Per la verità l'ostacolo più duro da superare è stato il procuratore della punta arrivata dodici mesi fa dal Sassuolo. Giampiero Pocetta, infatti, finora ha detto no a tutte le soluzioni che gli sono state prospettate per il suo assistito. Perché in queste ultime settimane per Defrel avevano chiesto informazioni anche Fiorentina e Torino. E fin qui il no ci può anche stare visto che le due squadre nella prossima stagione le coppe europee le vedranno in televisione. Un po' meno, invece, ci può stare il no al Benfica, secondo nell'ultimo campionato portoghese, club di grandissima tradizione, farà i preliminari di Champions League, dovessero andare male (e per la Roma sarebbe una bella notizia perché vorrebbe dire avere la garanzia della seconda fascia nel sorteggio dei gironi di Champions) andrebbe comunque a giocare l'Europa League. Ma non sarà che Pocetta voglia in qualche maniera far pesare il fatto che è anche il procuratore di Lorenzo Pelleggrini? Fosse così, ci sarebbe da storcere la bocca. Pensando anche al presunto interesse della Juventus su Pellegrini, con il club bianconero che sarebbe disposto a pagare la clausola di trenta milioni per garantirsi il cartellino del giovane centrocampista cresciuto a Trigoria. Vedremo quello che succederà, anche se Pellegrini fin qui ha dimostrato di voler rimanere alla Roma. Forse sarà il caso che lo dica pure al suo procuratore.

Futuro Nainggolan

Cosa succederà con Radja? Che ci sia un'aria di possibile cessione, ci pare sia sotto gli occhi di tutti. Ma la pista cinese, quella preferita a Trigoria, è svanita. Al momento sembra aperta solo quella che porta all'Inter. E ieri, a questo proposito, qualcosa è successo. A Milano, vicino agli uffici della Lega calcio, il direttore generale giallorosso Mauro Baldissoni si è fatto una chiacchierata con Alessandro Beltrami, agente del belga (e di Barella). È peccato pensare che i due abbiano parlato del futuro della cresta più amata di Roma?