Su due binari paralleli. La Roma formato 2020-21 viaggia sul binomio formato da esperienza e freschezza. Al maturo trio d'attacco composto da Dzeko, Pedro e Mkhitaryan, si aggiungono Mirante in porta e Smalling in difesa: tutti giocatori che hanno superato i trent'anni e che costituiscono l'ossatura cui affidarsi.

Ma ai loro fianchi scalpita la generazione di giovani emergenti, dei quali i giallorossi hanno fatto incetta soprattutto nelle ultime sessioni di mercato, quando si sono poste le basi di una squadra molto più che promettente in un futuro prossimo. Difficilmente si potrebbe far torto a qualcuno indicando in Zaniolo il più fulgido talento della "linea verde". Ma il numero 22 resterà fuori probabilmente fino alla prossima primavera e il domani si costruisce partendo dall'oggi. Quando a disposizione di Fonseca ci sono comunque una serie di giovani calciatori già in grado di fare la differenza. Su tre di loro è stata impostata la linea difensiva, ancora prima di avere la certezza del ritorno a Trigoria di Smalling. Ora l'inglese è nella Capitale, ma una noia fisica lo tiene ancora fuori per l'impegno di questa settimana, dopo avergli fatto rinunciare al nuovo debutto in campionato col Benevento. Così il pacchetto arretrato dovrà affidarsi ancora a due terzi della schiera junior, ovvero a Ibanez e Kumbulla. In Europa League Mancini deve scontare la squalifica rimediata nell'ultima gara della passata edizione, quella persa con il Siviglia che ha poi sollevato il trofeo, partita che ha coinciso con l'unica sconfitta sul campo nelle ultime tredici disputate. Un dato che certifica da un lato una ritrovata continuità; dall'altro la necessità di crescita nelle sfide decisive, in particolare quelle di coppa, dove le ambizioni della Roma non possono essere limitate. Per mantenerle elevate i più giovani avranno bisogno di accumulare esperienza, fin dalle prime gare del girone. Partendo già dal debutto di Berna contro lo Young Boys, sulla carta la più quotata avversaria dei giallorossi per il primato nel gruppo. La scelta per il pacchetto arretrato appare quasi obbligata per valutazioni tecniche (Fazio e Jesus al momento non occupano i vertici della considerazione di Fonseca) e come detto assenze forzate (Smalling ko e Mancini squalificato). Una situazione che conduce alla conferma della linea a quattro, già (ri)provata per quasi tutta la gara contro il Benevento.

Negli altri reparti l'allenatore portoghese avrà invece maggiore libertà di adottare soluzioni alternative a quelle già sperimentate. L'ultimo turno di campionato ha restituito lustro agli spagnoli Villar e Perez, entrati nell'ultima parte del match con i campani col migliore approccio possibile: se il risultato in bilico per oltre un'ora è diventato rotondo il merito è anche loro. Il regista ha innescato l'azione del provvisorio 4-2 con una giocata che ha coniugato tecnica e acume, eludendo il fuorigioco avversario e lanciando nello spazio Micki che ha poi servito a Dzeko il più comodo degli assist. L'attaccante ha confezionato una vera e propria perla nel fissare la cinquina, partendo in accelerazione palla al piede dalla metà campo, saltando avversari come birilli e concludendo a rete con un mancino incrociato nell'angolo basso. Una prodezza che ha scomodato paragoni illustrissimi, frutto anche del passato blaugrana di Perez. Possibili irriverenze a parte, la strepitosa azione dell'ex Barça fa risalire le sue quotazioni in vista del match di giovedì. In Svizzera può prendere il posto di Mkhitaryan, che finora ha sempre giocato e ha pure sulle spalle gli impegni delle scorse settimane con la propria nazionale. Discorso che coinvolge anche Pellegrini, con Villar che può sostituirlo in mezzo al campo come a ridosso delle punte. Il poker di giovani (85 anni in 4) è pronto.