È solo un gioco, chiariamolo subito. Eppure gli 88 giorni senza governo politico, la festa della Repubblica proprio oggi, magari anche un po' le simpatie calcistiche del nuovo Premier, ci hanno ispirato. Perché in campo - quello in erba e non quello metaforico dell'agone istituzionale - tornerà a scendere anche un altro esecutivo, quello romanista. Per il quale il suo popolo aspetta ogni estate i canonici tre mesi che scandiscono i calendari tifosi. L'attesa non è mai semplice e viene ingannata dall'amato-odiato mercato. Ma questa volta esiste qualche certezza in più, regalata da un anno vissuto intensamente. Con l'Europa ai nostri piedi e una rinnovata unità d'intenti. L'esecutivo a tinte gialle e rosse ispira fiducia, dagli Interni agli Esteri passando per Difesa, Giustizia e via via tutti gli altri, arrivando fino a Economia e Sviluppo, che sono quelli che daranno l'indirizzo alla nostra politica. Una squadra costruita con  la giusta miscela di genio e serietà, guidata da un Premier che ha provato di saper essere una garanzia. E rispondendo ai soli mai astensionisti: la Curva Sud. Il nostro popolo.

PREMIER- DI FRANCESCO

Il leader deve essere calmo ma deciso, sicuro ma visionario. Se possibile con una punta di propensione verso la rivoluzione, quantomeno quella delle mentalità. Tutte qualità che Di Fra ha mostrato di avere, anche in dosi abbondanti. Accompagnate da un curriculum di tutto rispetto (e reale) perché nato dal basso, dalla gavetta, dalle gocce di sudore di chi sa da dove proviene. E più ancora individua dove andare.

MINISTRO DEGLI INTERNI – DE ROSSI

La centralità del dicastero  non poteva che indicare lui. Cuore e anima della Roma, della quale conosce ogni segreto (storicamente agli Interni serve) fin da quando era in fasce. Possiede doti fondamentali per il ruolo: carisma, senso delle istituzioni, capacità comunicative. E legame viscerale con la bandiera. Al punto da incarnarla.

MINISTRO DELL'ECONOMIA – MONCHI

Le finanze rappresentano un elemento fondamentale di ogni esecutivo. Se il mero scambio fra dare e avere dà frutti, tutto funziona meglio. La storia dello spagnolo dimostra che nessuno in Europa semina come lui: investimenti mirati e risultati garantiti. A Siviglia ne hanno goduto a lungo, qui ne è arrivato il profumo. Monchi business per saziarsi.

MINISTRO DEL LAVORO E SVILUPPO – BALDISSONI

Quando ogni anno si scala un gradino verso l'alto, vuol dire che chi lavora alla crescita del gruppo è una garanzia. Soprattutto se la sua esperienza ha scandito ogni passo, dai primi vagiti alle vette continentali. La stabilità ai vertici indirizza (più di) qualche merito verso chi dirige tutto.

AFFARI ESTERI – DZEKO

 Se questa squadra di governo (al contrario di altre) vanta una spiccata vocazione europeista, il tratto distintivo porta in calce la firma di Edin. Lui ha già mostrato coi fatti di essere portato per le questioni internazionali, nelle quali è stato spesso risolutore. L'attitudine da sola non basterebbe, ma lui ci aggiunge classe infinita.

MINISTRO DELLA DIFESA – ALISSON

In mani sicure. Su questo non esiste alcun dubbio. Qualcuno ha provato ad avanzarne un anno fa, di questi tempi. Smentito senza pietà da questo campione, che disposto alle spalle di tutti dona tranquillità al resto della ciurma. Coadiuvato anche da un Comandante d'eccezione, quel Fazio che molti colleghi gli invidiano.

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA – STROOTMAN

Non esiste guardiano migliore di chi riesce a far rispettare le leggi anche soltanto con lo sguardo. Il suo è eloquente fin da quando ha messo piede nella Capitale. Signori, tremate: passa prima il suo grugno, poi Kevin. Che lava e centrifuga ogni cosa necessiti del suo intervento, ma travolge e punisce chiunque gli si ponga contro.

RAPPORTI COL PARLAMENTO – KOLAROV

La Lega della Giustizia da un lustro affidata a Strootman conta anche su di lui da un anno. I due condividono una certa propensione alle imbruttite, che li rende la coppia più universalmente rispettata, amata dal popolo e temuta dalle opposizioni. Urge clonazione (doppia).

MINISTRO DELLA SALUTE – MANOLAS

Sul tema ci sarebbe poco da scherzare, ma a lui è riuscita l'iperbole. Colosso dal punto di vista fisico, straordinario corridore, eppure cagionevole. Ma quest'anno qualcosa è cambiato, al cospetto dei catalani. Indipendenza rimandata per loro, esultanza spiritata per lui, paradiso per noi, che mai ci siamo sentiti così in salute.

POLITICHE GIOVANILI – UNDER

L'età è un concetto relativo. Chi meglio di uno che si chiama Under avrebbe potuto spiegarlo? Nel Paese anzianocentrico per eccellenza, ci voleva un ragazzo che viene dai confini del continente per capovolgere convinzioni e convenzioni. Non è (più) un Paese per vecchi.

INFRASTRUTTURE – STADIO DELLA ROMA

Eppur si muove. Nel grigio diffuso riconducibile a gerontocrazia e lentezze burocratiche tutte italiane, una sfida del genere è di per sé una macchia di colore. Osteggiato, contrastato, criticato, "rischia" di diventare simbolo. Di caparbietà, modernità, cambio di ritmo. E passione.