Si giocherà l'Europeo con i debuttanti, l'Italia Under 21, alle 17 contro l'Irlanda, al Romeo Anconetani di Pisa (porte chiuse, diretta Rai2). Colpa dei numerosi giocatori trovati positivi al Covid nella squadra di Nicolato, che si era radunata il 5 ottobre a Tirrenia per il doppio impegno contro Islanda e Irlanda del 9 e 13 ottobre.

La prima gara non è stata giocata, la seconda non la giocheranno loro: ieri la Federcalcio ha ufficializzato una decisione senza precedenti, quella di promuovere in blocco l'Under 20, e mandarla a giocare una partita ufficiale, con una posta in palio importante. Perché, dopo un inizio più che positivo, con 4 vittorie e un pareggio in Irlanda, la squadra di Nicolato (che quattro anni fa, appena entrato in Federcalcio dopo 15 anni di giovanili del Chievo, fu il primo a chiamare in azzurro Nicolò Zaniolo, allora nell'Entella Primavera) si è complicata la vita con la sonora sconfitta (3-0) dell'8 settembre scorso in Svezia. Con il rinvio a data da destinarsi della gara di Reykjavik gli azzurrini sono secondi nel girone, con 13 punti, contro i 16 dell'avversario di oggi (che però ha una partita in più). L'Islanda ha le stesse gare dell'Italia, e solamente un punto in meno, con lo scontro diretto da giocare in casa: gli azzurrini rischiano di ritrovarsi al terzo posto, se questo pomeriggio le cose andassero male. Cosa tutt'altro che da escludere, visto che l'U20 che scenderà in campo oggi agli ordini di Alberto Bollini è una squadra decisamente acerba. Il primo portiere, Cerofolini, ha appena 4 presenze in B, il secondo, Brancolini, ha 6' in A alla penultima dello scorso anno, e poi solo Primavera.

Come il centrale difensivo Okoli, che l'Atalanta ha appena prestato alla Spal, o Pirola, che dopo l'esordio con l'Inter si è spostato (di poco) al Monza. Ci sono tre figli d'arte, Birindelli, Portanova e Beruatto, quel Muratore che la Juventus ha fatto debuttare appena prima di fare plusvalenza cedendolo all'Atalanta (che, non ritenendolo pronto, lo ha girato alla Reggiana), Salcedo del Verona, il meno acerbo della comitiva, i fratelli Esposito, entrambi scuola Inter, entrambi alla Spal, e gli unici due 18enni che sono certi di fare qualche presenza in A quest'anno, il centravanti del Milan Colombo e il terzino sinistro della Roma Calafiori. Che, in attesa di giocare qualche spezzone al posto di Spinazzola (che finora ha fatto 270' su 270) potrebbe debuttare nella nazionale giovanile più importante, in una gara ufficiale: è uno dei più considerati dallo staff azzurro, che conta, se tutto andrà per il verso giusto, di accompagnarlo in pochi anni fino al gruppo dei grandi. Oggi però molto probabilmente partirà dalla panchina, per dare spazio a uno dei 5 convocati dell'U21 che la Figc è riuscita ad aggregare all'Under 20, lo juventino Frabotta, che Pirlo ha preferito a sorpresa a Luca Pellegrini (prestato al Genova, dove ha preso il Covid, che gli ha fatto saltare l'azzurro). Frabotta e Calafiori condividono la data dell'esordio in serie A, il primo agosto 2020, Juventus-Roma 1-3, entrambi titolari.

Solo che Calafiori aveva 18 anni, mentre l'altro (romano e romanista, cresciuto nel Savio) ne aveva 21: è passato per il Bologna senza esordire in prima squadra, la Juve lo prese per l'U23 dopo che aveva fatto 7 presenze in 6 mesi col Pordenone in C. Un buon giocatore, non un predestinato come il romanista, ma le 47 presenze in C avranno il loro peso, per una squadra che ha bisogno di esperienza. Anche se, in tarda serata, l'Uefa ha autorizzato l'impiego di Tonali, Cutrone, Sottil e Ricci: Frabotta non ha più raggiunto il ritiro dell'U21 perché era in isolamento come gli altri juventini, loro sì, ma avendo già avuto il Covid sono stati considerati immuni.