Organigramma. Allenatore. Calciatori. Botteghini chiusi. Diritti televisivi da ridiscutere. Si parla di tutto o quasi in questa nuova Roma dei Friedkin, ma poco o niente dell'aspetto sponsor.

Che, per la stagione in corso, al malandato bilancio della società giallorossa, garantisce un introito tra i venticinque e i trenta milioni di euro. Cifra che, parola di contratti, per la prossima stagione tutto è meno che garantita. Perché, oltre agli sponsor che mancano (il kit d'allenamento, il centro sportivo di Trigoria, il nome dello stadio che sarà), parecchi di quelli che ci sono, vanno in scadenza. In particolare due dei tre main sponsor, cioè Qatar Airways e Hyundai. Unico sicuro di continuare è il più recente, cioè il marchio Iqoniq, che apparirà sulla manica della maglia per tre stagioni. In più è noto a tutti come qualche mese fa ci sia stata la rescissione consensuale con la Nike come sponsor tecnico.


Cominciamo proprio da quest'ultimo, sponsor per il quale c'è una certa urgenza per chiudere le trattative visto che, una volta arrivate le firme, poi ci sarà bisogno di un tempo compreso fra sei e otto mesi per avere la garanzia del materiale, non solo le maglie ovviamente, da utilizzare nel corso della prossima stagione. Le voci che provengono dall'interno di viale Tolstoj fanno capire che ormai è questione di pochi giorni e poi si saprà chi raccoglierà la pesante eredità della Nike, capace di regalarci maglie meravigliose (anche se la divisa della Roma è sempre meravigliosa), ma che aveva un contratto che non garantiva alla società giallorossa gli introiti che si speravano all'epoca in cui fu stipulata la partnership.

Nei giorni scorsi, con una solida credibilità, è filtrata la notizia che il nuovo marchio tecnico della Roma sarà New Balance, azienda born in the Usa, sede a Boston, marchio sempre più emergente nel panorama dell'abbigliamento sportivo, con un fatturato annuo che ammonta a diversi miliardi di dollari, nel recente passato sponsor del Liverpool vittorioso in Champions League. Il marchio americano rimane nettamente il favorito, ma proprio ieri, un sito inglese (in cerca di facile notorietà?), ha rilanciato la notizia che ci sarebbe in corsa anche la Castore, azienda britannica, molto giovane, capace di garantire un'offerta digitale (prima o dopo ci spiegheranno cosa significa), una partnership con i Rangers di Glasgow e da anni col tennista scozzese Murray. Da viale Tolstoj non hanno smentito, tantomeno confermato. New Balance comunque rimane l'azienda favorita, pronta a garantire un contratto quadriennale, quattro milioni di euro fissi a stagione più una percentuale di circa il trenta per cento sul materiale venduto.

Passiamo ai main sponsor. Come detto, sia Qatar, fronte maglia, dodici milioni più bonus garantiti all'anno, sia Hyundai, retro maglia, quattro milioni più bonus a stagione, vedranno concludere il loro contratto il prossimo trenta giugno. E, al momento, per quello che ci risulta, non sono stati avviati contatti per un eventuale prolungamento. Che, per la verità, per una stagione non sarebbe complesso avere, ma a proposito bisognerà vedere cosa ne penseranno i Friedkin, che nella loro ormai riconosciuta riservatezza anche su questo argomento non hanno mai fatto filtrare neppure un abbozzo di indiscrezione. I nuovi proprietari porteranno nuovi sponsor? Tutti, per esempio, indicano in Toyota, di cui i Friedkin sono gli esclusivisti in cinque stati americani, come un più che probabile partner futuro, ma aggiungendo pure che, nel caso, il marchio automobilistico giapponese darà il nome al nuovo stadio, sponsorizzazione che ovviamente sarebbe la più remunerativa per la società giallorossa. In questo senso c'è da chiedersi se la Hyundai, altro marchio automobilistico, possa essere ancora interessata ad abbinare il suo nome alla Roma.

Ci sono poi gli altri buchi di sponsor che si spera possano essere occupati nel prossimo futuro. In particolare si tratta del kit d'allenamento e di Trigoria. La Roma ce lo aveva uno sponsor per il kit d'allenamento, era la Betway che garantiva oltre tre milioni di euro all'anno con un contratto a crescere economicamente nel tempo. Ma la legge che ha vietato la pubblicità alle aziende di scommesse, ha costretto la società giallorossa a interrompere la collaborazione. Qualche mese fa, in piena emergenza Covid, tra le varie ipotesi per un rilancio, era filtrata la notizia che il divieto sarebbe stato cancellato, ridando il via libera alle società di scommesse per investire in pubblicità. Al momento quelle parole sono rimaste tali, ma se in un prossimo futuro ci sarà il nullaosta, è molto probabile che la Roma, nelle sedute d'allenamento, torni a vestire con il marchio Betway in bella vista. Ci sono infine tutta una serie di sponsor minori, dai Premium sponsor (pagano una cifra intorno al milione di euro) agli Official Sponsor (garantiscono circa trecentomila euro l'anno, ma spesso si tratta di cambi merce). Molti di questi (in tutto sono tredici) sono in scadenza, ma non dovrebbero esserci problemi per rinnovare o, nel caso, trovare nuovi marchi.