Se esistesse davvero un "Progetto Allegri", e se tutto fosse già stato definito (stipendio, durata del contratto, diritti e doveri), Paulo Fonseca andrebbe esonerato oggi. Anzi, ieri. Se esistesse un "Progetto Allegri", e non soltanto una "Suggestione Allegri" o una "Possibilità Allegri", la Roma non dovrebbe perdere altro tempo e affidare immediatamente la prima squadra all'ex allenatore della Juventus.

Non può valere, in questo senso, una riflessione tipo: «ma domenica la squadra ha giocato bene». Se la Roma vuole portare Allegri a Trigoria deve farlo subito, infischiandosene del risultato e della prestazione dell'Olimpico.
Se questo non è (ancora) accaduto, vuol dire due cose: che il "Progetto Allegri" non è (ancora) così strutturato oppure che si è deciso di non cacciare Fonseca dopo una prova come quella contro i campioni d'Italia. Rinviando, quindi, ogni eventuale decisione al primo ko (sabato? dopo la sosta, a dicembre? Chissà) del portoghese?

Il quale nelle ultime dieci giornate di campionato, a cavallo delle due stagioni, ha centrato sul campo sette vittorie e tre pareggi. Meglio di lui hanno fatto Stefano Pioli al Milan (8-2) e Antonio Conte all'Inter (6-3, una gara in meno). E nessuno a Milano, a patto che non ci siamo persi qualcosa, ha mai pensato di mettere sulla graticola sia Pioli sia Conte. Anzi, non si fa altro che elogiare la bontà del loro lavoro. A Roma, invece, Fonseca deve essere cacciato perché è stato eliminato dall'Europa League dalla squadra, il Siviglia, che poi ha vinto la coppa. Con una paperona spaccapartita di Pau Lopez, ricordate? Oppure perché non cambia mai cinque giocatori (non è vero: guardate tutti i tabellini), come stabilisce il nuovo regolamento post lockdown.

Il trend, si sa, ormai è questo: via Fonseca. Il portoghese non è il miglior allenatore al mondo, ma neppure il peggiore: ripeto, se la Roma ha l'intenzione e la possibilità di alzare l'asticella in panchina portando Allegri al "Bernardini" lo faccia subito. Non ha senso indugiare, non ha senso sprecare tempo e occasioni. La storia del calcio è piena di esoneri, di cacciate e di nuovi insediamenti. Nulla sarebbe inedito. Nulla, quando c'è un pallone che rimbalza, può esser dato per certo, al di là delle dichiarazioni di maniera di questo o quel dirigente. Senza mai dimenticare un piccolo particolare: la rosa della Roma è incompleta. Nuovo allenatore? Ok. Ma anche tanti nuovi giocatori, sennò si rischierebbe di fare un buco nell'acqua. L'allenatore, oggi, non è il primo problema della Roma. Magari è un problema, ma non è il primo. E l'unico. P.S.: siamo così sicuri che nella testa di Allegri ci sia un "Progetto Roma"?