Sarà un lungo weekend quello che attende Nicolò Zaniolo. Forse il più complicato della sua carriera ancora agli inizi. Domenica il gioiello romanista tornerà sotto i ferri, nella clinica Hochrum a Innsbruck, dove sarà operato dal professor Fink, lo stesso che fra i tanti ha curato anche i giocatori juventini Chiellini e Demiral, reduci da crak simili a quelli subiti da Nico. Che ora deve ricominciare, a soli otto mesi di distanza dall'altro intervento. Ma a differenza della prima occasione, questa volta il numero 22 ha preferito non agire d'impulso e dopo la prima visita di controllo a Villa Stuart. Nella struttura sanitaria romana il ragazzo è arrivato al mattino successivo all'infortunio, di ritorno dalla Nazionale dove i legamenti crociati hanno ceduto. Ma dopo i primi esami ha scelto di aspettare. E vagliare tutte le possibili soluzioni: da Pittsbourgh, sede per cui in passato ha optato anche il compagno di squadra Calafiori (ma ardua in tempi di Covid) alla Svizzera. Seguendo l'indirizzo di metodologie utilizzate in Inghilterra, Germania, Stati Uniti, dove si predilige non intervenire subito per far prima sfiammare la zona infortunata. E soltanto in seguito fare ricorso alla sala operatoria.

Zaniolo ha ponderato ogni possibile passaggio, consultandosi con chi gli sta intorno, prima di prendere una decisione definitiva, che alla fine è arrivata: sarà l'Austria la destinazione del viaggio più importante. Quello al termine del quale dovrà ritrovare la forza per rimettersi in sesto e dimostrare a tutti che è ancora il campione in erba già ammirato finora. Se possibile anche più forte. Sarà un percorso lungo e complesso, ma Nicolò ci è già passato e se da un lato è comprensibile lo scoramento (suo, di chi gli vuole bene e di tutti i romanisti); dall'altro può ritenersi temprato e sapere già a cosa va incontro.

Chi lo conosce bene lo descrive un po' abbattuto, come è anche fisiologico dopo una ricaduta tanto ravvicinata, proprio ora che sembrava incanalato nella scia della rinascita fisica. Eppure la solidarietà di tutto il mondo calcistico; la grande vicinanza che ha avvertito dai tifosi della Roma; dalla stessa società, che gli si è stretta intorno come forse nemmeno lui si sarebbe aspettato (il colloquio di qualche giorno fa col Ceo Fienga è stato molto apprezzato anche dalla famiglia), sono tutti fattori che stanno contribuendo a rimodularne l'umore verso picchi più consoni alla sua età e alla sua forza d'animo.

Le attenzioni che sta ricevendo da ogni angolo d'Italia (e non solo) sembra averlo rasserenato: guarda spesso il telefono per aggiornarsi e trarre ulteriore fiducia. Ad aiutarlo da vicino stanno pensando la fidanzata e la nuova cagnolina, ora che i genitori sono tornati in Liguria. Fino a questo weekend, quando saranno nuovamente accanto al figlio per accompagnarlo nella clinica in Austria. E in qualche modo al fianco di Nicolò Zaniolo ci saranno anche tutti i romanisti, che non vedono l'ora di riabbracciarlo.