Pure Chris Smalling. Nel giorno dello sbarco (ufficiale) dei Friedkin a Roma, evviva, è arrivata anche la notizia che il difensore inglese, questione probabilmente di ore, massimo qualche giorno, tornerà a Trigoria. L'affare di fatto è stato chiuso.

Come confermato da una serie di indizi che confezionano la prova. A cominciare dall'appello di ieri nel centro sportivo del Manchster United. Che più o meno è andato così: Pogba? Presente. Martial? Presente. Rushford? Presente. Smalling, assente. Giustificato. Perché il giocatore è stato esentato dall'allenamento dei Red Devils, causa prossimo trasferimento alla Roma dove il difensore inglese voleva tornare e dove il tecnico portoghese Fonseca lo sta aspettando a braccia aperte considerandolo un giocatore fondamentale per mettere in campo la Roma che ha in testa per la stagione che sta per iniziare.

Il mediatore

Non bastasse questo, c'è da sottolineare come a Roma sia sbarcato Jozo Palac, il mediatore al quale, dopo un periodo di stop causato dall'intromissione sgradita di altri procuratori, problema che è stato risolto da qualche giorno, è stata affidata la trattativa da mettere a punto con il club inglese. Trattativa che, come obiettivo, aveva quello di trovare il punto d'incontro economico. L'arrivo del mediatore croato dalle nostre parti, ci sembra l'indicazione migliore di come l'affare sia ormai alle battute finali. Di fatto è stato trovato un accordo con lo United. Da quel pochissimo che è filtrato, la chiusura è stata santificata a cifre comunque inferiori ai venti milioni più bonus che il Manchester chiedeva nel momento in cui doveva lasciare il giocatore alla Roma per l'impegno in Europa League. Per quello che siamo riusciti a sapere la fumata bianca è arrivata con la formula del prestito oneroso (tre milioni che si vanno a sommare agli altrettanti versati un anno fa dalla società giallorossa) con un obbligo di riscatto tra i dodici e i tredici milioni tra dodici mesi, soldi che peraltro saranno versati in due rate. Il totale, dunque, sarebbe tra i quindici e i sedici, la cifra che la Roma era disposta a pagare per Smalling.

Considerando non solo l'età del ragazzo (trentuno), ma anche il costo del contratto del giocatore, un triennale più un'opzione (facile) per una quarta stagione, contratto che dice stipendio annuale da tre milioni di euro netti più bonus. A questo proposito, peraltro, c'è da dire che la Roma potrà usufruire del decreto crescita varato dal Governo. Decreto che prevede per i lavoratori che arrivano o tornano in Italia, una defiscalizzazione del cinquanta per cento a patto che il lavoratore resti almeno per due anni nel nostro paese. Appunto, come Smalling che, in questa maniera, costerà al lordo una cifra inferiore ai cinque milioni, meno, per dire, del lordo di Alessandro Florenzi che si trasferirà al Paris Saint-Germain in prestito con diritto di riscatto. Se non ci saranno imprevedibili complicazioni dell'ultimo momento, cosa che nelle vicende di mercato non si può mai escludere, Smalling dovrebbe sbarcare a Roma tra stasera e la giornata di domani, pronto per tornare ad allenarsi con la squadra giallorossa e a scendere in campo per la prima di campionato sul campo del Verona sabato 19 settembre.

Non solo l'inglese

Con l'arrivo di Smalling, nonostante la Roma sostenga il contrario, non si può dire che il mercato in entrata sia concluso. Un esterno difensivo, un altro centrale difensivo e un secondo centravanti, sono qualcosa di più che semplici opzioni. Con Fonseca che sembra orientato a giocare spesso e volentieri con il modulo con tre difensori, c'è la necessità di prenderne almeno un altro, considerando ora titolari Mancini, Smalling e Ibanez, con Fazio (sembra si sia complicato il suo trasferimento al Cagliari che gli ha preferito l'interista Godin) e Jesus che comunque sono in uscita. Sembra difficile che l'ulteriore centrale possa essere il giovane argentino Nunez. È di proprietà dell'Atletico Madrid che è disposto a darlo soltanto in prestito secco, cosa che alla Roma garba poco.

Al club giallorosso in tempi recenti è stato offerto in prestito dal Barcellona il francese Umtiti che pare fuori dal progetto di rifondazione della squadra catalana. Sempre dal Barcellona, attraverso un mediatore italiano, è stato offerto anche il giovane esterno sinistro Firpo, giocatore molto interessante. Per il vice centravanti, invece, continuano a girare una serie di nomi. Tra cui è rispuntato anche quello di Kalinic, rientrato all'Atletico Madrid dopo l'anno di prestito a Trigoria. Il croato, infatti, fin qui ha rifiutato tutte le offerte che gli sono arrivate proprio perché starebbe aspettando una nuova chiamata dalla Roma dove, dopo una parte iniziale di stagione piuttosto complessa complicata anche da una frattura alla testa del perone che lo ha tenuto fuori per tre mesi, nel finale di stagione ha dimostrato di poter essere utile in qualche modo alla causa.