A Trigoria si resta in attesa. E se Fienga ieri ha provato a rassicurare tutti, ai tifosi (e non solo) manca un po' la voce del padrone anche se con l'auto-intervista raccolta dal responsabile dell'area digital Paul Rogers (altro segno di continuità rispetto al solido impegno della Roma pallottiana sulla comunicazione social) è stata per ora chiusa la questione: non sono infatti previste altre parole pubbliche. Solo lo stesso Fienga, tra tutti gli uomini di Trigoria, ha avuto un confronto con i vertici, in particolare con Ryan Friedkin, a Londra. A Fonseca è stata concessa invece una videochiacchierata. Del resto, se hanno una ossessione i Friedkin è per la riservatezza. Tanto che neanche in società sanno ancora come si muoveranno e quando arriveranno a Roma. A viale Tolstoj si è fatto invece vedere Marc Watts, il principale dirigente amministrativo del gruppo: una toccata e fuga buona per supervisionare i file più delicati, dalla squadra al mercato allo stadio, ma ora per gli aggiornamenti bisogna attendere (almeno) un'altra settimana.

Nel frattempo, però, l'amministratore delegato prosegue nel suo lavoro con l'imperativo di ridurre le spese, visto che al momento non è certo possibile pensare di aumentare i ricavi, con la Champions che è rimasta una chimera, con la biglietteria ancora ostaggio del Covid e il marketing in inevitabile difficoltà per le conseguenze del blocco delle attività. La struttura interna che si sta dedicando al mercato è quindi guidata da Fienga e consolidata dalle figure intermedie di Morgan De Sanctis, direttore sportivo in pectore, ma mai investito ufficialmente del ruolo, e da due collaboratori di Petrachi che hanno resistito alla tempesta che ha coinvolto il dirigente: Antonio Cavallo e Leo Longo. Con il lavoro hanno conquistato la fiducia dell'amministratore delegato e si sono affrancati dall'uomo che li ha portati alla Roma.

A proposito: le velenosette parole dell'ex direttore sportivo non hanno scosso più di tanto la quiete di Trigoria e viale Tolstoj. Alla Roma ci sono stati problemi ben diversi di una fuga di notizie sulla prova tattica di una difesa a tre. Ma aldilà di come la si pensi sul caso Petrachi, resta però l'anomalia di fondo di un mercato che la Roma sta conducendo senza direttore sportivo e con il contributo di un paio di mediatori e, soprattutto, degli agenti dei giocatori, investiti della responsabilità non solo di rappresentare i rispettivi assistiti, ma anche di trovare la squadra eventualmente disposta ad acquistarli al prezzo stabilito dalla Roma. Impresa complicatissima che, non a caso, sembra assai difficile da portare a termine, almeno nelle dimensioni economiche immaginate dall'amministratore delegato. Diciamo però che, almeno, si procederà nel segno della continuità. Dopo la manifestazione di incedibilità di Zaniolo e Pellegrini, è arrivato anche il veto di Fonseca su Veretout. Il portoghese lo ritiene imprescindibile nel suo centro campo e non vuole assolutamente privarsene. Riabbracciato Mkhitaryan e in attesa di fare lo stesso con Smalling, la Roma punterà più o meno sulle stesse facce. Resta il dubbio su Dzeko, ma su questo Fienga si è espresso.