La Roma che verrà è ancora tutta da scoprire ma tra tante incognite c'è anche qualche certezza. Una di questa è Gianluca Mancini che, in attesa di sapere se Chris Smalling farà ritorno a Trigoria, rappresenta l'unico pilastro della difesa giallorossa. Ibanez ha fatto intravedere qualità importanti ma è ancora discontinuo e contro il Siviglia ha mostrato tutti i suoi limiti, Fazio ha da tempo perso i gradi di Comandante e Jesus è finito ai margini della squadra. Quindi quando Fonseca giovedì dirigerà il primo allenamento consegnerà a lui le chiavi della difesa.

Al centro

È arrivato l'estate scorsa dall'Atatalanta per circa 23 milioni di euro (tra prestito, parte fissa e bonus), una cifra che ha creato inevitabili aspettative da parte di ambiente e tifosi. Il salto da Bergamo a Roma non è stato semplice ma il suo carattere forte gli ha permesso di superare le prime difficoltà di adattamento al nuovo contesto. Con il passare delle settimane si è imposto a suon di prestazioni, non solo nel suo ruolo di competenza. Quando Fonseca gli ha chiesto di spostarsi in mediana per fronteggiare l'emergenza infortuni ha risposto presente sfoderando in più di qualche caso prestazioni ben al di sopra della sufficienza. Difende forte e sa impostare - un po' come il suo idolo Materazzi a cui ha dedicato un tatuaggio con il 23 - e non a caso è primo in rosa per tackle (55) e passaggi completati (1500). Il tecnico ha apprezzato il suo spirito di sacrificio e l'attenzione maniacale per i dettagli: fa domande di carattere tattico, riguarda le partite e analizza i suoi errori. Qualità che lo hanno fatto entrare in pianta stabile nel giro della Nazionale. Alla lunga si è imposto anche come uno dei leader del gruppo, sempre pronto a dispensare consigli per i compagni durante le partite ma anche riprendeli quando qualcosa non va. Leadership legittimata pubblicamente dallo stesso Fonseca quando il difensore ha strigliato Zaniolo per un mancato recupero nel finale di Roma-Verona.

Stabilità

Se per qualcuno Roma è una tappa di passaggio, qui Mancini ha deciso di mettere radici. Lo scorso dicembre ha sposato la compagna di sempre Elisa e recentemente la coppia ha avuto una bambina. La paternità gli ha messo subito davanti una prova difficile perché la piccola Ginevra è stata costretta a 14 giorni di ricovero post-parto. Tutto si è risolto per il meglio ma Mancini in quei giorni si è diviso tra la clinica e il campo di allenamento mantenendo sempre un comportamento professionale senza far mancare il suo apporto alla famiglia. Una maturità acquisita che è pronto a trasferire sul campo in quella che deve essere la stagione della consacrazione.