Smalling, Smalling e ancora Smalling. Dopo Pedro, il mercato in entrata della Roma oggi come oggi è soltanto il centrale difensivo inglese che, oltretutto, non vede l'ora di potersi ripresentare a Trigoria. All'affare sta lavorando in prima persona l'amministratore delegato Guido Fienga che ieri sera non era ancora rientrato in Italia dopo che mercoledì scorso ha avuto un prolungato incontro con baby Friedkin a Londra. Tema la Roma, i conti e quindi pure il mercato. Si è inevitabilmente parlato anche di Smalling e di tutte le difficoltà che la società giallorossa sta incontrando per cercare di acquistare il cartellino dallo United, difficoltà che hanno portato pure alla mancata estensione del prestito per l'Europa League.


In mancanza di cessioni che possano garantire un po' di cash nelle casse romaniste (dove peraltro sono arrivati tredici milioni più uno di bonus per le cessioni di Defrel al Sassuolo e Gonalons al Granada), il club giallorosso sta trattando avendo come prima opzione quella di trovare un accordo sulla base di un prestito oneroso quantificabile tra i quattro e i cinque milioni, più un obbligo di riscatto fissato a tredici dopo dodici mesi. Il Manchester fin qui ha risposto negativamente proponendo cifre più onerose, anzi meglio ancora, dicono gli inglesi, se Smalling lo comprate adesso. In più la valutazione complessiva che l'United fa del giocatore rimane ancora superiore ai diciassette complessivi che offre la Roma. Ci sarà ancora da discutere, ma l'intenzione di Fienga è quella di accontentare Fonseca che rivuole l'inglese a sua disposizione.


Forse anche per queste difficoltà, nella trattativa avviata da tempo con il Napoli per Ünder (possibile scambio con Milik), da qualche giorno è spuntato il nome anche di Maksimovic, centrale difensivo che tre anni fa De Laurentiis pagò circa venticinque milioni dopo un lungo tira e molla con il Torino di Cairo. In questa eventuale trattativa ci potrebbe essere un vantaggio. E cioè che il procuratore di Ünder e Maksimovic è lo stesso, Ramadani, che pare stia spingendo perché si materializzi lo scambio. Oltretutto, qualche voce maligna del mercato, fa sapere che lo stesso Ramadani ce l'avrebbe un po' con la Juventus perché è stato escluso nello scambio tra Barcellona e bianconeri che ha visto Pjanic sbarcare al Campo Nou e Arthur trasferirsi a Torino. E questa esclusione lo avrebbe irritato al punto che sta cercando, per vie traverse, di convincere anche Milik a preferire la Roma. Già Milik. Con Dezko alla Juventus. Ma se la Roma dice che Dzeko non è in vendita e lui garantisce che vuole rimanere, dove è l'errore?