Su quel campo Diego Perotti ha mosso i primi passi. Da romanista, ovvero quelli davvero luminosi. Su quel campo tornerà a muoversi domenica sera, nella giornata di commiato da una stagione che è stata comunque prodiga di soddisfazioni. Meno del previsto in campionato, ma sicuramente più di quanto auspicato a inizio stagione in Europa, come da mirabile sintesi di De Rossi nella lucida analisi di stampo "capitanico" al termine della sfida contro la Juventus.

L'argentino è stato uno dei protagonisti dell'annata, ma forse meno di quanto avrebbe voluto. Spesso alle prese con piccole noie. Nulla di particolarmente grave, ma fastidiosi infortuni che gli hanno impedito di partecipare ad alcune fra le partite chiave, soprattutto in Champions, competizione nella quale pure è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante.

L'esterno ha realizzato tre delle ventuno reti messe a segno dalla Roma nell'arco del torneo. La firma più bella contro il Chelsea, in una vittoria roboante che ha certificato le ambizioni europee della squadra agli ordini di Di Francesco. Quella più rilevante contro il Qarabag, nell'ultima gara del girone che ha assegnato il primo posto ai giallorossi. E quella ad Anfield, che ha riaperto ogni discorso qualificazione (tenendola in sospeso fino all'ultimo istante) dopo l'ora in balìa delle sfuriate dei Reds.

Qualche piccolo problema fisico, prima al polpaccio e poi alla caviglia, gli ha però impedito di disputare le sfide di ritorno contro Barcellona e Liverpool. Levandogli la gioia di vivere in prima persona la serata della rimonta; e soprattutto sottraendogli la possibilità di aiutare i compagni in quella disperata e poetica ricerca della rimonta per la conquista della finale, sfumata solo al fotofinish fra pali e rigori negati.

Proprio il suo tiro dal dischetto ad Anfield ha accompagnato l'ultimo fotogramma di Perotti nella massima competizione continentale. La distorsione alla caviglia sinistra rimediata in Merseyside lo ha estromesso forzatamente anche dagli ultimi impegni in campionato. L'ultima presenza è datata 21 aprile, a Ferrara con la Spal, partita nella quale è entrato a un quarto d'ora dal termine, a risultato già acquisito. Prima di allora, aveva giocato un intero match a Bologna, fornendo anche l'assist vincente a Dzeko per il gol del pareggio. Mentre per risalire all'ultima presenza dell'argentino in Serie A davanti al pubblico dell'Olimpico bisogna tornare al 25 febbraio scorso, nella sfortunata gara casalinga con il Milan.

Tornerà ancora in Emilia, al Mapei Stadium, dove tutto è cominciato. Un esordio coi fiocchi, in quel lontano febbraio 2016, coronato da un assist per l'altro ex genoano El Shaarawy a chiudere il match sul 2-0 per la Roma, mostrando ai nuovi tifosi il doppio gradito regalo del mercato invernale . Domenica Diego potrebbe prendere proprio il posto del Faraone su quella corsia sinistra tanto amata, per completare l'attacco ad alto tasso tecnico con Dzeko e Ünder. E rivivere il brivido del suo esordio romanista.