Stati Uniti, Londra, Roma. Guardando solo la cartina geografica, il passaggio di proprietà da Pallotta a Friedkin sembra lasciare intatti i poli di comando della Roma che verrà, ma ad un'attenta analisi è possibile vedere che proprio così non è. Innanzitutto perché il primo grande cambiamento c'è proprio negli States: non più Boston, ma Houston sarà il quartier generale della società giallorossa. Qui ha sede il "The Friedkin Group", il consorzio di imprese e investimenti che fa capo a Dan Friedkin, la cui attività principale è svolta dalla controllata "Gulf States Toyota", uno dei maggiori distributori indipendenti al mondo di veicoli e ricambi Toyota.

Grazie a una delle sedi dello stesso colosso automobilistico i Friedkin potranno avere un appoggio a Londra, che continuerà così a essere un polo di potere della Roma: se prima era (insieme al Sudafrica) il luogo da cui Franco Baldini consigliava il presidente Pallotta, proprio a Londra opererà la "Romulus and Remus Investments LLC", newco costituita appositamente per il deal Roma. La capitale britannica sarà uno snodo cruciale anche perché lì c'è una delle sedi dello Studio Chiomenti - dove in questi mesi si è svolto parecchio lavoro - e sempre nella City opera Alessandro Barnaba, il banchiere che ha fatto da mediatore tra Pallotta e Friedkin per Jp Morgan. Manca il luogo principale: Roma. Resterà qui, ovviamente, il quartier generale dell'area tecnica e del management della società (Fienga, Calvo, Zubiria), ma accanto a queste componenti si aggiungerà anche Ryan Friedkin, figlio di Dan, che seguirà la squadra da vicino.