La Juventus nel destino. Ma da avversario, rigorosamente con la maglia della Roma addosso. Nicolò Zaniolo rientra titolare domani dopo quasi sette mesi: duecentodue giorni per il numero 22. Di fronte si troverà i bianconeri neo-campioni d'Italia, questa volta nella loro tana, gli stessi di quel 12 gennaio che ha segnato una tappa importante e dolorosa di questa stagione. La rottura del legamento crociato, la prospettiva di rientrare nel 2020-21, la pandemia e lo stop del calcio che però gli hanno permesso di tornare nell'appendice estiva, con le presenze sapientemente dosate da Fonseca. Nella scaletta di Zaniolo verso il completo recupero non è mancato nulla, compresi ritorni al gol a scacciare definitivamente l'incubo (a Brescia), polemiche (col Verona), piccoli stop (con l'Inter), reti capolavoro (a Ferrara).

Adesso però è il momento di innestare le marce alte. Conquistata in campionato la qualificazione diretta alla prossima Europa League, alle porte c'è quella attuale, che riprende da dove si era interrotta (ottavo di finale contro il Siviglia), ma con una formula inedita, che permetterebbe di coronare il sogno con sole quattro partite da disputare in quindici giorni. Un mini-torneo al quale la Roma arriva bene, in forma, con un assetto modificato in corsa ma ormai collaudato e con quasi tutti i possibili titolari vicini alla forma migliore, a partire da Capitan Dzeko. Non potrà essere ancora al top Nicolò - anche fisiologicamente ripensando all'entità dell'infortunio di gennaio scorso - ma il test di domani potrà fornire qualche risposta più concreta sulla sua tenuta atletica. È vero che sarà una gara priva di valore per la classifica (entrambe le squadre sono già sicure delle rispettive posizioni in classifica) e probabilmente i ritmi risentiranno anche del caldo torrido di queste ore. Ma la Juve è pur sempre la dominatrice incontrastata dell'ultimo decennio e avrà interesse a chiudere bene il campionato del nono titolo consecutivo, ricoprendo comunque il ruolo di avversario probante. Tanto più che Zaniolo avrà tutte le ulteriori motivazioni del caso, compresa la probabile voglia di esorcizzare il brutto ricordo dell'andata. Nel post lockdown Fonseca gli ha concesso sette spezzoni di gara sulle undici giocate, le presenze diventeranno due terzi del totale con il ritorno dal primo minuto domani. Poi il gioiello romanista potrà rimpinguare i suoi numeri stagionali in Europa League, sperando di aggiungere altri 4 gettoni.

In prospettiva coppa, il tecnico cambierà gran parte della formazione scesa in campo contro i granata. La Roma è rimasta a Torino, in un hotel a due passi dalla stazione di Porta Nuova e ieri ha sostenuto il primo allenamento nel capoluogo piemontese, a Vinovo, in quello che fino a qualche tempo fa era il centro sportivo della Juventus (prima del trasferimento alla Continassa). Solito lavoro di scarico per chi ha giocato il giorno prima, sempre a temperature elevatissime (40 gradi percepiti). Intanto prende forma la squadra che giocherà domani sera, con attacco completamente inedito: dentro Zaniolo; Kalinic per Dzeko; e probabilmente Perotti per Mkhitaryan. Sicuramente titolare Ibanez, che rileverà Mancini, fermato dal giudice sportivo: accanto a lui nella linea a tre Smalling e uno fra Kolarov e Fazio. Il serbo potrebbe anche slittare più avanti, se si deciderà di non rischiare Spinazzola e Peres, alle prese con contusioni rispettivamente a coscia e caviglia sinistra. Dentro anche Veretout, squalificato contro il Siviglia.