Il nervosismo quel giorno nel ritiro della Roma era tangibile. Silvano Martina, l'intermediario che portò Dzeko alla Roma, arrivò all'improvviso nel ritiro di Cornaredo, il paese della cinta milanese dove la squadra giallorossa aveva fissato il suo quartier generale tra la partita appena giocata a Milano (1-1 con l'Inter, tra mille sofferenze finali) e quella che avrebbe giocato due giorni dopo a Genova (1-1 con la Sampdoria, tra mille sofferenze iniziali).

Le immagini del colloquio tra Martina e Dzeko - oggetto di una clamorosa trattativa tra il Chelsea e la Roma che in quei giorni stava vivendo il suo culmine proprio nel momento in cui la squadra giallorossa era al centro di una crisi che di lì a poco sarebbe svanita - riprese dalle telecamere di Sky, fecero il giro d'Europa.

Di Francesco, nella conferenza di vigilia della partita, sembrava sconsolato: «Io non fuggo dalle mie responsabilità. Ho scelto di allenare la Roma e lo farò fino in fondo. Dzeko? Io conto su di lui, ma ci voglio parlare, voglio capire se starà bene mentalmente per giocare questa partita». In allenamento, sul campetto di Sedriano, Edin scaraventò in rete ogni pallone capitato dalle sue parti, senza sorridere mai. Quella di Genova c'era il rischio che diventasse la sua ultima partita con la maglia della Roma e lui la volle giocare. E al 92' pareggiò la rete realizzata da Quagliarella a fine primo tempo.

103 giorni e 22 partite dopo la Roma ha pianificato il futuro e al centro del suo progetto ha messo proprio il suo portentoso centravanti che in quei giorni poi rifiutò un trasferimento su cui neanche Chelsea e Roma si erano trovate d'accordo. Quella cessione, presa in considerazione a gennaio, oggi non viene neanche più considerata. L'età, a questo punto, non è più un problema. Ha da poco compiuto 32 anni, ma è ormai diventato il giocatore più rappresentativo della squadra e sarà l'attaccante della Roma che con Di Francesco il prossimo anno punterà a vincere un titolo pesante, lo scudetto o la Champions League. Attorno a lui facce nuove e vecchie certezze. A cominciare da Alisson, il primo degli intoccabili.

La Difesa

L'intenzione già più volte resa pubblica dalla società giallorossa è quella di tenere il campione che quest'anno ha difeso i pali della porta romanista e rinnovargli il contratto adeguandolo agli stipendi dei top player presenti in rosa, ma non si può mai dimenticare che poi gli accordi si fanno in due, e sempre che non intervenga un terzo incomodo.

Fazio è confermatissimo (ieri Sky lo metteva tra gli intoccabili della prossima stagione), mentre quasi certamente faranno parte della rosa del prossimo anno anche Karsdorp, Kolarov, Luca Pellegrini e Jesus. Le altre posizioni dovranno invece essere valutate con attenzione. Il contratto di Florenzi sarà rinnovato se non ci saranno pretese al di fuori dagli standard di ragionevolezza, per Manolas bisognerà invece capire se la volontà di proseguire nel rapporto è solida da entrambe le parti.

Il Centrocampo

Questo è il reparto che subirà i maggiori mutamenti. Al momento è molto probabile che due titolari, sui tre che hanno maggiormente giocato quest'anno, lasceranno Trigoria. Gli indiziati sono Nainggolan e Strootman. E non certo per un discorso legato al rendimento dei giocatori (alto, con le flessioni peraltro molto diffuse tra dicembre e gennaio), ma per una considerazione incrociata tra valutazione economica ed età.

L'esigenza tecnica è di trovare profili più giovani, con grande qualità tecnica e maggior tasso dinamico. Barella è sicuramente uno dei giovani sotto osservazione (ma forse valutato in maniera eccessiva), ma a Cagliari domenica è stato apprezzato anche Deiola. Non è invece in discussione il futuro di Daniele De Rossi: il capitano starà a Roma fin quando vorrà. L'ipotesi di un'esperienza nella Mls americana (o al Boca...) sembra non campeggiare più nei suoi pensieri, soprattutto dopo le parole dette a caldo dopo l'eliminazione patita col Liverpool: «Il prossimo anno dobbiamo rifare la Champions e provare a vincerla perché non siamo tanto più scarsi. Non si può fallire il finale di campionato ora e poi ripartiremo alla grande con i nostri tifosi».

Discorso a parte per Lorenzo Pellegrini: nell'ottica del ringiovanimento, sarebbe sicuramente uno dei punti di forza della nuova Roma, sempreché lui ne sia convinto al 100%. E presto o tardi si capirà. Gerson invece probabilmente ha bisogno di giocare con continuità. E la società cercherà di mantenere il controllo del giocatore.

L'attacco

Tutto poggia su Dzeko, il vero trascinatore di questa stagione. Schick è un patrimonio di questa società e il suo futuro nella Roma non è in discussione. Tutti credono nelle sue qualità, bisognerà solo verificare i suoi progressi e l'adattamento al gioco di Di Francesco, ma con un anno in più di esperienza e la miglior conoscenza reciproca si troverà il modo di farlo rendere al cento per cento.

Non si può ancora escludere, però, che per lui si apra la possibilità di un trasferimento in prestito. Ünder sarà sicuramente confermato, mentre uno tra El Shaarawy e Perotti potrebbe anche lasciare la capitale.