La Roma non fa in tempo a leccarsi le ferite della doppia sonora batosta rimediata da Milan e Udinese, che già deve tornare in campo per preparare la sfida col Napoli, in programma fra soli due giorni al San Paolo. Il che vuol dire che nell'allenamento fissato per le 18 di oggi a Trigoria, sarà riservato il consueto lavoro di scarico a chi ha giocato almeno metà partita ieri. Mentre domani sarà già tempo di rifinitura, in vista di una gara in cui l'imperativo diventa fare punti. Gli azzurri sono a tre lunghezze da una squadra - quella di Fonseca - apparsa allo sbando: se lo scontro diretto non dovesse andare bene, il sorpasso darebbe dietro l'angolo, con tutto quello che potrebbe conseguirne in ottica qualificazione all'Europa League (con la Champions ormai lontana anni luce). 

Inevitabile un'altra girandola di cambi, si spera questa volta con effetti meno nefasti. Rientreranno sicuramente Veretout e Pellegrini, che hanno scontato il turno di squalifica. Essenziale il recupero del francese in una formazione monocorde come quella (non) vista contro l'Udinese: quel poco di dinamismo che è rimasto in mezzo al campo dalla ripresa del campionato è tutto nelle gambe e nel fiato di Jordan. Al numero 7 (decisivo nella rimonta sulla Sampdoria, in ombra a San Siro) è invece affidata la speranza di qualche idea in più in una fase offensiva apparsa ancora a corto di spunti, se non nelle sporadiche giocate personali di Perez. Fra i vari trequartisti schierati ieri, lo spagnolo si è rivelato il meno peggio. Lo stesso Mkhitaryan decisivo di prima della sosta, sembra sostituito da una controfigura stanca in questa fase. Sicuramente però la seconda linea potrà contare su un punto di riferimento più consistente di Kalinic. La scelta azzardata e col senno di poi ai limiti del masochismo di tenere fuori Dzeko dal match con l'Udinese (forse anche per il rischio diffida), assicura almeno il rientro dall'inizio del numero 9 a Napoli, un campo dove ha già lasciato il segno con due doppiette e dove si avverte assoluta necessità del suo carisma. 

Ieri all'Olimpico mancavano anche Mancini e Jesus, per due problemi dell'ultima ora. L'italiano ha dovuto far fronte a un'improvvisa gastroenterite, il brasiliano ha avuto una noia all'anca nel corso della rifinitura e per precauzione non ha seguito i compagni allo stadio. Almeno il primo potrebbe essere recuperabile, se smaltisse il fastidio nelle prossime ore. E vista la penuria in mezzo al campo, chissà che non venga riproposto proprio in mediana come nell'autunno scorso, quando ha regalato consistenza ai filtri davanti alla difesa, che fanno nuovamente acqua. Molto dipenderà dalle condizioni degli altri centrali: Fazio è uscito per crampi e non desta particolari preoccupazioni, se non per regressioni tecniche. Tornerà invece finalmente in gruppo Pau dopo quasi due mesi, ma al San Paolo probabilmente toccherà ancora a Mirante.